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#storia (60) EMILIA (6) 1961-1973 INTERREGNO FRA GLI SCUDETTI PRECEDENTI E QUELLI CHE VERRANNO 

Nel decennio tutte le 5 province emiliane furono rappresentate, rimase esclusa dall’hockey solo la Romagna. CUS Bologna fra alti e bassi, la trasformazione della Labor in Pallavicini, la comparsa del Pontevechio per un totale di 12 società attive a Bologna, ancora sede della federazione e città di grandi arbitri. Ferrara cedette il passo a Bondeno, mentre a Reggio dall’UISP a Lorenz sino ad oggi è sempre la stessa società. Presenze anche per le province di Modena e Piacenza per un totale di 19 società in Emilia 

Nella foto una formazione in palestra della Polisportiva ACLI Labor Bologna

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Gli Anni Sessanta – questa puntata riprende dal 1961 – furono di grande fermento, nessun risultato eclatante, ma si misero le basi per i futuri successi dell’Emilia e di Bologna in particolare. Intanto ci fu il ritorno dell’hockey a Modena e a Ferrara grazie a Bondeno, la rinascita nel piacentino, il consolidamento di quello reggiano, anche se capoluogo e capitale politica – perché sede della Federazione sino al 1966 – rimase sempre Bologna.
In quegli anni a Bologna impazzò l’indoor1, che non si chiamava ancora così ma hockey in palestra, soprattutto allo Sferisterio con le due edizioni della Coppa Universitas organizzate dal CUS Bologna, ma vinte dalla Labor. Nel 1966 fu la volta del Pontevecchio a organizzare un torneo tutto emiliano vinto ancora dall’ACLI Labor.
Infatti, anche in serie A pure negli anni successivi più che il CUS dal 1965 al 1968 primeggiò  la Labor con a volte il Pontevecchio. C’era ancora poca qualità, ma fu tutto fieno in cascina per i decenni a venire. 

La città si distinse sopratutto per i suoi arbitri in particolare Rino Lelli fischietto olimpico a Tokyo 1964 e direttore di molti finali scudetto, poi Luigi Tinti che nel 1968 diresse la finale olimpica di Città del Messico, da segnalare nel periodo anche Francesco Scarani. Sul versante politico la figura di riferimento fu Franco Verardi2, prima con i concittadini Albino Pasotto, Giovanni Minghini nella commissione gare (l’attuale SAN) e sempre in cabina di regia dei pratisti in federazione, insomma Bologna era un centro di primo piano sotto molti aspetti.

In quel decennio il CUS Bologna fu in serie A dal 1962 al 1964 e nel 1968 Con Giorgio Pagni leader in campo prima di esserlo in seguito in panchina. Successivamente, nel 1973 vinse con la Libertas san Saba davanti al CUS Trieste il triangolare finale di B dopo aver regolato la Libertas Genova HC nel girone e tornò in serie A con i futuri azzurri Lambertini e Federico Rossi.
I risultati migliori però nei Sessanta li colse la Labor, maglia bianca con bordi rossi, sezione di una polisportiva affiliata all’ACLI, l’associazione cattolica dei lavoratori italiani vicina alla chiesa. Fondata nel 1949 fu ininterrottamente attiva sino allo scioglimento al termine della stagione 1968 che portò alla nascita dell’Antal Pallavicini3 .
Fu seconda nel girone F di serie A 1961 dietro il CG Macerata nella serie B girone B, nel 1962 alla spalle dell’US Triestina, nel 1963 promossa in serie A  dove fu prima quinta e poi terza nel suo girone con davanti solo detto MDA e Amsicora. Rimase nel massimo campionato sino alla ristrutturazione del 1968, anno in cui partecipò anche al campionato juniores, per ritrovarsi nella serie C 1969 come Pallavicini. La nuova società  si distinse anche a livello giovanile giungendo seconda dietro l’Amsicora nel campionato juniores 1973 migliorando di molto il risultato della la seminale allievi ottenuta sei anni prima.  Fra i suoi atleti da ricordare Roberto Montuschi giornalista professionista a Stadio proveniente dal CUS Bologna, i fratelli Massimo e Mario Dondi che qualche anno dopo giocarono con la Cogeca e Lambertini che fece poi parte degli staff azzurri. 

Pontevecchio è una polisportiva nata nel 1957. L’hockey fece il suo ingresso nel 1961 con il terzo posto nel girone F del campionato a serie unica. Dal 1962 al 1965 disputò la serie B ottenendo in quell’anno la promozione con l’HC Bra a cui seguì un buon quinto posto nel girone B di serie A a pari punti con la Labor. Come altre otto società italiane subì nel 1968 la riduzione a 8 partecipanti della serie A 1969. Da quasi subito si misero in luce due hockeisti, Boninsegna e Sforza, che poi militarono con successo nel CUS Bologna che tornò in serie A. Invece, per il Pontevecchio tutti i primi anni Settanta sino alla costituzione della FIHSP videro una anonima serie B.

Altre due società vissero tutta la stagione dei Sessanta. Sono Torleone  HC e Bologna HC. La prima attiva dal 1960 anno in cui partecipò alla serie unica e poi dal 1961 al 1969 ininterrottamente in serie B, con molto presenze in tornei locali anche in palestra.
La seconda nata all’istituto professionale Manfredi su sollecitazione del “bidello Decimo” che consegnò i ragazzi a Franco Verardi che si fece carico della presidenza e degli allenamenti del gruppo, mentre il dirigente accompagnatore fu Bazzani. Gli studenti, fra cui Stefano Toschi a cui devo queste notizie, parteciparono ai campionati di serie B dal 1962 – con l’incognita 1963 – al 1968.
Ci furono altre meteore: Mobilificio Goni in serie B girone C 1965, che chiuse penultimo davanti al solo Bologna HC, dove militò il futuro arbitro internazionale Sante Rubbi e Mazzini che continuarono in altre formazioni felsinee. Nello stesso anno e campionato partecipò anche Universitas Bologna, che ebbe una precedente esperienza nel 1959, fu ancora attiva nel 1961 nella coppa Universitas in palestra e nel 1965 in serie B  dove chiuse la carriera l’ex azzurro Deyla contribuendo a portare la squadra alla seminale promozione, eliminato (1-2) dal CUS Padova.
Nel 1968 in serie C comparvero altre tre formazione felsinee: Olimpia, Nettuno e Aldini Valeriani, squadra di una delle più antiche scuole d’Italia.La formazione scolastica venne però inserita nel girone E toscano con Olmo Fiesole, Pol. Robur S. Giuseppe Firenze, Sasso Valley Firenze, e CUS Bologna B mentre le prime due ebbero la buona sorte di giocare nel gruppo D emiliano con Reggio Emilia B, Castelfranco e Fermi Modena che ottenne la promozione dopo le finali nazionali. Infine – per chiudere questa panoramica emiliana dal 196 1al 1973 – Bologna fu dopo Roma e con Cagliari e Padova sede di un Centro CONI che ottenne come miglior risultato – a parte la formazione di molti degli hockeisti locali degli Anni Settanta e Ottanta – il terzo post nella fase finale del campionato allievi 1968 dietro Centro CONI Roma e Savona HC, denominato HC Savona Junior.
In totale furono 12 le società che negli Anni Sessanta giocarono a hockey a Bologna. 

MODENA. Nel biennio 1941-42 grazie a Filippo Vado e il genovese Piervittorio Pampuro il GUF fu ai vertici nazionali. Dal 1950 prima come HC Modena e poi dal 1953 come CUS la città aveva vissuto alcune stagioni senza  infamia e senza lode in serie B. Il ritorno si deve a un istituto scolastico superiore il Fermi che nel 1868 riporta Modena in serie B. La squadra giocava nel campo da calcio adiacente alla scuola. Fra gli avversari nel girone D di serie C tutto emiliano anche il Castelfranco emiliano, squadra della provincia, di cui però altro non si sa. Altri rivali il Reggio Emilia B e le matricole bolognesi Olimpia e Nettuno. Il fine settimana epocale per i liceali dell’Enrico Fermi arrivò il 12 e 13 ottobre a Bologna con tre 0-0 imposti a El Oro Trieste, US Agratese e CUS Macerata ottenendo con i giuliani  la promozione 

FERRARA. Di rilievo nella città estense in quegli anni la figura del cavalier Zanzi arbitro di buon livello e poi dirigente del settore. Il CUS Ferrara partecipò anche agli universitari sino al 1960 e alla serie B pur con qualche pausa, dopo essersi riaffliliato, sino al 1965. L’anno dei primi e unici derby con l’HC Bondeno. Tra il 1975 e il 1977 l’HC Bondeno sponsorizzato prima e dopo Idromotori Bignozzzi giocò però sotto l’affiliazione del CUS Ferrara.
Il centro matildeo raccolse così il testimone dell’hockey estense. Nel 1963 Adriano Bonini4 ed elessero primo presidente Mario Marchetti, Bonini peraltro gli subentrò poco dopo. Chi i protagonisti in campo? Bindi, Ermanno Bacchiega e Breviglieri, con Bellini, Banzi e Bonfiglioli le “6” della serie B del B …ondeno a cui poi si aggiunsero anche Boarini e il portiere Daniele Bolognesi. Primo sponsor fu la Prinz Bräu una birra molto nota all’epoca. L’esordio in campionato arrivò nel 1964. L’anno dopo arrivò il derby con il CUS Ferrara perso 0-3. Il primo successo fu sull’HC Bologna (2-1) con gol di Bindi e Costa. Poi tanta serie B, tanto lavoro in profondità, ma i successi – all’inizio giovanili – arrivarono dopo.
La prima soddisfazione fu la finale juniores di Riva del Garda del 1971. Vinto il girone regionale arrivò la qualificazione alla finale nazionale con il CUS Padova (1-1) frutto di tre pareggi CUS Torino (1-1), CUS Trieste (2-2) che valsero in finale il quarto posto alle spalle di HC Roma (0-2), CUS Padova (1-4) e SG Amsicora (0-2). Questa la squadra: Daniele Bolognesi, Grendi, Massimo Costanzelli, Oscar Costanzalli, Enrico Breviglieri, Palazzi, Castellani, Vandelli, Gavioli, Guandalini, Mori, Ravagnani, Tassi, Andreoli.
 

REGGIO EMILIA. L’hockey nel capoluogo reggiano era comparso nel 1959 con l’UISP, l’ente di promozione sportiva fiancheggiatore del PCI5 con la partecipazione alle Targhe di Zona, Nel 1963 e nel 1964 assunse la denominazione di Lorenz Reggio Emilia partecipò anche al campionato juniores, ma sopratutto ottenne la promozione in serie A. L’impegno della società venne premito dalla CTA federale il 5 gennaio1964 con l’assegnazione del trofeo CTA intestato alla memoria di Mario Zovato. I migliori risultati agonistici furono il terzo posto juniores nel 1966 a pari con l’HC Gentili Macerata dietro Amsicora e US Triestina e il contemporaneo quinto posto nel girone A della serie A, non dissimile dal 10° del 1965 nel girone unico. In campo ebbe i primi cultori nei 4 fratelli Casoli, Fanticini il primo portiere, Tamagnini, Ivan Mantovi, Gianni Montanari, Tiziano Conconi. Anche Reggio subì la stretta del 1968 con la riduzione della serie A da 16 a 8 squadre e quella data segnò il lungo declino della città del tricolore.

PIACENZA. La Rotellisitica già nell’agosto 1958 praticamente al suo esordio aveva vinto la Coppa d’Estate davanti alla Labor in un torneo a 8 squadrre di Emilia e Veneto.
Nel 1961 La Rotellistica Piacenza per due anni, in pratica dalla fondazione avvenuta nell’estate 1958, fu allenata  dal bolognese ex Labor Oriano Orsi che nel 1961 battendo l’HC Milan, in cui giocava Baglia anziano ex azzurro e campione d’Italia con il Genova HC,  si qualificò con il CUS Bologna per la fase finale a Bologna i petroniani e  a Roma i piacentini dove avrebbe ottenuto la matematica promozione in serie A6 , ma la dirigenza non finanziò la trasferta e la sezione hockey si sciolse. Poi fu la volta dell’ACLI Belvedere in serie B fra il 1967 e il 1969, da allora nel piacentino per l’hockey fu buio pesto.

  1. Clicca per vedere le notizie sull’indoor a Bologna https://www.hockeylove.news/2024/05/21/storia/altri-hockey/50esimo-indoor-2-lesordio-italiano-a-genova-sul-mare-poi-la-grande-epopea-dei-tornei-alla-fiera-del-mare/ ↩︎
  2. Campione d’Italia nel 1955 con il CUS Bologna a lungo presidente della sezione, fu poi vice presidente federale con Triglia nel 1975, team manager della nazionale femminile al mondiale di Berlino 1976 e terzo italiano dopo Brinchi Giusti e Triglia a essere nominato, nel 1970, membro d’onore della federazione internazionale ↩︎
  3. Anche questa una polisportiva di matrice cattolica nata nel 1955 per volere dell’arcivescovo genovese di Bologna cardinal Giacomo Lercaro che mise a disposizione villa Pallavicini, da cui prese il nome. Nel 1959 fu aggiunto il nome Antal che significa Antonio in ungherese a ricordo dell’ufficiale eroe della rivoluzione magiara appartenne al ramo ungherese della nobile famiglia antica proprietaria della villa. Antal durante la rivolta popolare anticomunista di Budapest del 1956 fece da custode al cardinale Mindszenty, primate d’Ungheria, per questo fu processato a porte chiuse e fucilato ↩︎
  4. Aveva avuto esperienze al GUF Bologna frequentando la facoltà di veterinaria), Rocco Catapano, Tino Galliera, Giovanni Rossi e Gino Roversi fondarono l’HC Bondeno. Fonte Hockey Bondeno, che storiaErmanno Bacchiega –  Bondeno, 2016 ↩︎
  5. In quegli anni quasi ogni partito della prima repubblica aveva il suo EPS la DC era Libertas, il PSI AICS, il PRI Edera, il PLI CSEN, l’MSI Fiamma ↩︎
  6. Nel 1961 la serie A fu struttura in otto gironi che diedero vita a 4 semifinali: la prima di ciascun secondo turno ebbe l’opportunità di giocarsi lo scudetto, seconda e terza di ogni semifinale furono ammesse alla serie A 1962. La Rotellistica a  Roma avrebbe trovato solo Convitto e CUS Padova, fu invece sostituita dal CG Macerata che ottenne così la promozione ↩︎

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore