Regioni Storia

#storia LE REGIONI (52): SARDEGNA (3) 1949-1955 L’AMSICORA SI CONSOLIDÒ E VINSE IL SUO PRIMO SCUDETTO   

Dopo il tricolore del 1953, la FIHP beffò la squadra di Filippo Vado: le promise l’Europa in cambio della rinuncia a difendere lo scudetto. La trattativa condotta da Zovato con i dirigenti cagliaritani portò a una sola trasferta Stoccarda, nel frattempo gli amsicorini con colori del CUS Cagliari vinsero 4 titoli universitari dal 1953 al 1956 

Nella foto della SG Amsicora di quegli anni sono presenti: Pittau (accompagnatore), Antonio Onnis, Eraldo Floris, Giovanni Anni, Antonello Pisano, Augusto Frongia, Franco Arangino, Giampaolo Farci, Alberto Maxia, Giampaolo Medda, Bruno Lecca

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Dato conto nelle prime due parti dedicate all’Isola dell’apparizione del GUF Sassari, che in epoca bellica partecipò a Roma – con altri e il GUF Bari altra meteora – nel marzo alla B 1941; al percorso pre cagliaritano di Filippo Vado1; all’esordio ufficiale della sezione hockey della SG Amsicora nel 1948 sempre a Roma come i gufini sassaresi e dei primissimi anni ruggenti di quella che diventerà nel tempo la società iconica dell’hockey italiano. Ora questa “Storia” deve occuparsi dei ragazzi di Filppo Vado2 e Cenzo Soro che impiegarono solo sei anni a conquistare il loro primo titolo e nel decennio 1948-1958 malgrado al durissima resistenza di Genova con Hockey Club e CUS vinsero altri due titoli (1956; 1958) prima di intentare un nuovo duello questa volta con l’hockey romano in particolare e in primis con l’MDA.
Un percorso di crescita velocissimo che la federazione tentò in qualche modo di arginare in particolare con la “fregatura Zovato” del 1954, quando la FHP –  su pressione di altri club in particolare quelli genovesi e del Nord Italia – convinse i cagliaritani a giocare all’estero contro le più forti formazioni europee a spese federali.  La promessa, latore Mario Zovato, si ridusse in beffa: una sola trasferta a Stoccarda e due gare interne a Sassari e Cagliari sempre con i tedeschi.  

Chi furono Vado a parte i primi protagonisti di quell’avvio? Oltre il citato professore Paolo Paoli  docente del liceo classico Dettori, fu decisivo  Augusto Cadeddu direttore dell’impianto ex GIL3 di viale Bonaria; un amsicorino che mise Vado in contatto con il vicepresidente dell’Amsicora Domenico Loi, un commerciante di legami e carbone e anche presidente del Cagliari calcio, che spinto da Cadeddu e da un invito partito da Roma, convinse la SG e il suo presidente Manlio Cottiglia a finanziare il primo viaggio –  antecedente a quello di campionato del 15 novembre 1948 – a patto che la squadra assumesse  il nome di Amsicora.
La stagione ufficiale del 1948 vide un’unica partita contro la Previdenza sociale. Più  articolato il secondo campionato del 1949 con la SG Amsicora che trovò subito una rivale cagliaritana, l’Elettra4 fondata e allenata sempre da Vado e le romane Fiorenza e Previdenza Sociale (INPS). I 12 amsicorini, compreso Vado, scesi in campo nelle sei partite ottennero un punto contro Fiorenza, promossa poi in serie A con il CG Maceratese, e tre sia con Elettra e Previdenza. 

La musica cambiò nel 1950 l’anno della promozione nel massimo campionato, serie  che l’Amsicora ha tenuto  ininterrottamente – salvo l’annata della beffa (1954) e la stagione 2010-11 dopo la retrocessione del 2010 – sino ad oggi. Gli innesti di tre nuovi studenti i futuri azzurri Frongia (6) Giampaolo Medda (19), Muntoni (3) e dei ferrovieri delle  FF.CC. Casarin, Sabeddu e Lecca – i primi due poi a lungo arbitri –  consentirono alla squadra di vincere il girone a punteggio pieno con 12 gol fatti e nessuno subito e poi la fase finale di Firenze del 3-4 novembre con altri due successi su Elettra (1-0) e HC Modena (2-0). La società emiliana era l’erede del GUF Modena dove nel 1942 aveva militato Filippo Vado contendendo lo scudetto al GUF Genova. 

La promozione comportò problemi sportivi economici e federali. La parte tattica fu affidata e risolta da Cenzo Soro che applicò all’hockey il sistema, schema di gioco già in auge nel calcio sino dal 19205 . Restavano le altre due criticità. Le finanze furono agevolate dal contributo annuale di 500.000 lire – pari  a 10.554 euro di oggi – della Regione Sardegna6 ; la SG Amsicora oltre l’attrezzatura le “canadesi” e le divise di gioco mise a disposizione lo stadio per le partite e per un allenamento settimanale. 

La federazione per contro pose sul piatto le sue preoccupazioni. I finanziamenti che dal CONI arrivano alla FIH erano in grande parte fagocitati dal pattinaggio. I pochi fondi residui aiutavano le preesistenti società romane e del Nord. Il vice presidente FIHP, l’hockeista romano Lombardo Festa risolse la questione con l’abolizione del girone unico e la disputa di un campionato a concentramenti con sede finale da decidere in base alle squadre qualificate.
Nel 1951 l’Amsicora si recò a Chiavari in Liguria dal 30 aprile al 3 maggio. Perse con il Genova  HC (0-2), 0-1 con CUS Bologna, CG Maceratese e si salvò grazie al successo (2-0) sull’Itala Trieste. Andò molto meglio l’anno seguente, quello olimpico. I cagliaritani vinsero il torneo eliminatorio davanti a Genova HC, CUS Bologna e CUS Pisa. Si classificarono a pari merito con lo stesso Genova HC nella fase finale di Ferrara e cedettero solo 0-1 nello spareggio del 16 dicembre a Bologna ai gialloblù genovesi a causa di un gol su corto del terzino Lertora a 8 minuti dal temine nella gara diretta dai romani  Zovato e Vasapolli. La finale si tenne così tardi perché le olimpiadi Helsinki a cui partecipò anche Giampaolo Medda senza mai scendere in campo, posticipò gli impegni della stagione.
Lo scudetto però ormai era nell’aria e arrivò non più inaspettato nel 1953. L’Amsicora inserita nel girone B con CUS Genova, CUS Pisa, INPS Roma e CG Maceratese giunse seconda dietro gli universitari genovesi con cui pareggiò a Cagliari  (0-0), ma perse a Genova (0-1) e nell’ordine davanti alle altre tre. Il 5 luglio nella semifinale di Roma sconfisse 2-0 i campioni uscenti del Genova HC che avevano vinto il girone A. La finale, andata e ritorno, con il CUS Genova segnò un doppio 0-0, superato dal 2-1 dello spareggio di Roma il 26 luglio 1953. Giorno del primo scudetto in uno sport di squadra mai approdato in Sardegna.
Il successo venne preceduto a maggio  nei campionato universitario giocato a Merano dal CUS Cagliari composto da Frongia; G. Maxia, Onnis, Guicciardi, B. Muntoni, G. Manunta, F. Medda. A. Maxia, Figus, G. Medda. Solinas, F. Muntoni. Tutti amsicorini tranne Guicciardi ex dell’Elettra, Bruno Muntoni e Solinas. Invece campioni d’Italia oltre i 9 universitari furono Casarin, Floris, Lecca, Angelo Loddo, Lelio Manunta, Pittau, Sabeddu.
La compagine del CUS Cagliari era accompagnata dal giovane presidente del CUS Cagliari Andrea Arrica7 che 17 anni dopo con il Cagliari di Manlio Scopigno e Gigi Riva vinse lo scudetto del calcio proprio allo stadio Amsicora.

La FIHP, e qui veniamo alla “fregatura Zovato”, nel 1954 impedì alla SG Amsicora di difendere il suo titolo. La richiesta  – firmata in primis da CUS Genova – del 1951, che Lombardo Festa aveva bypassato, venne riproposta con successo e con il consenso della SG Amsicora che si fece irretire dall’offerta di giocare in Europa a spese federali contro i migliori club del continente. Il tutto si risolse con la beffa di una sola trasferta a Stoccarda con due partite contro club locali e il doppio ritorno in Sardegna corto una rappresentava sempre di Stoccarda giocato a Sassari e Cagliari. In compenso il CUS Cagliari, sempre con gli amsicorini, fece il bis nell’universitario ancora a Merano, titolo che fu triplicato e quadruplicato nel 1955 e nel 1956.

Non altrettanto fortunato fu il campionato 1955, breve quanto se non più dei precedenti. Due partite con INPS Roma e Convitto Nazionale poi la semifinale con il CUS Bologna, che poi vinse lo scudetto, persa con un doppio 1-0. Pesò l’inattività del 1954 quando la squadra nella trasferta tedesca fu affidata al tedesco Spieler che aveva seguito gli azzurri con il DT genovese Bruno Gennaro nel 1952, mentre nel 1955 tornarono sulla tolda di comando Vado e Soro.

  1. https://www.hockeylove.news/2023/07/16/storia/50esimo-le-regioni-6-sardegna-due-storie-sconosciute-il-guf-sassari-e-mister-vado-prima-dellamsicora/ ↩︎
  2. https://www.hockeylove.news/2023/09/21/storia/50esimo-personaggi-5-filippo-vado-dalloblio-alla-meritata-gloria/ ↩︎
  3. La Gioventù italiana del Littorio fu istituita il 27 ottobre 1937 con il R.D.L. n. 1839 dalle ceneri dei Fasci giovanili di combattimento [18-21 anni] in cui confluì anche l’Opera nazionale Balilla [6-18 anni] ↩︎
  4. Di questa società troverete ogni dettaglio nel prossimo capitolo ↩︎
  5. Il sistema deve la sua prima applicazione all’allenatore inglese dell’Arsenal Herbert Chapman, che fece arretrare il mediano centrale in posizione permanente tra i due difensori (detti terzini in Italia o Full Backs) per far fronte alla superiorità numerica avversaria in attacco che la nuova regola del fuori gioco stava favorendo. Allo stesso tempo Chapman decise anche di far arretrare le due mezzali d’attacco, gli Inside Forwards, verso il centrocampo. Il modulo mutò la precedente Piramide di Cambridge (2-3-5) in 3-2-2-3 che graficamente disegnò sul terreno di gioco una W ed una M, nacque così il WM o Sistema, contrapposto al WW o (2-3-2-3) di Vittorio Pozzo. Nell’hockey internazionale invece la tattica dell’epoca era il 2-5-3 utilizzato dall’India e dal Pakistan. ↩︎
  6. A differenza delle regioni ordinaria istituite nel 1970 la Sardegna ha come data di nascita – in contemporanea con la Sicilia – il 9 marzo 1948 giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge costituzionale n. 3 ↩︎
  7. Nato il 15 gennaio 1926 a Santu Lussurgiu fu presidente del CUS Cagliari dal 1951 al 1957 anno della prima partecipazione del club universitario al campionato di hockey ↩︎

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore