Storie di altri tempi celebrate anche da grandi del giornalismo sportivo come Massimo De Luca e Mario Arceri sulla Gazzetta dello Sport e sul Corriere dello Sport. Due cittadine praticamente sconosciute all’hockey, Vigevano e Torre del Greco che assursero a fama nazionale e pure europea grazie anche a grandi campioni indiani come Balkrishan Sharma, Sunder Singh e Rajvinder Singh
Nella foto l’HC Napoli campione d’Italia 1973
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Dopo l’incredibile 1971 anno di Roma capitale. Gli inizi degli Anni Settanta sino alla loro metà proposero sul palcoscenico nazionale una serie di nomi assolutamente nuovi, ma con solide radici nel recente passato. A rompere il binomio egemonico MDA – Amsicora, sette titoli per i romani 4 per i sardi più l’infamata non ancora santa del titolo non assegnato (sempre loro le due protagoniste) nel 1963, cominciato nel 1960 fu la SH Cogeca di Paolo Bonomi. L’albo d’oro ufficiale FIH fra le tante stranezze riporta come vincitore Hockey Vigevano. In effetti i lomellini all’epoca giocavano al comunale della cittadina pavese, la formazione era diretta erede della 3 Elle Vigevano, fu solo un cambio di denominazione sociale, che già nel 1965 aveva giocato in serie A arrivando però undicesima e retrocedendo subito. Quella squadra era formata in grande parte dai novaresi che nel 1963 avevano calcato i campi (con loro c’era anche il giovane Paolo Bonomi) del massimo torneo, però retrocessero anche loro dopo una sola annata.
La svolta avvenne nel 1971, dopo l’ascesa dalla C con le finali di serie B giocare a Firenze, quando Paolo Bonomi, ingaggiò l’indiano Sunder Singh che pur non essendo mai entrato nella rosa olimpica era un autentico fuoriclasse e uomo squadra. Così da neopromossa la Cogeca, il nuovo sponsor che aveva sostituito la 3 Elle, superò in classifica di un punto l’HC Roma di Mario Carrus grazie all’1-0 casalingo e soprattutto ai troppi pareggi (8 su 18) conseguiti dai giallorossi romani. Grande fu il loro rimpianto così descritto dal grande giornalista della Gazzetta dello Sport Massimo De Luca poi direttore di Tutto il calcio minuto per minuito a Rai Radio 1 e di Domenica Stadio su Canale 5: “C’è sempre un Singh sulla strada di Mario Carrus e della sua Roma. Partito il grande Singh (Inder) e smantellata perciò la sua MDA … aveva fatto i conti senza ai Singh di Vigevano … crediamo che i giallorossi abbiano provato a maggiore amarezza a perdere questo scudetto piuttosto che quelli degli anni scorsi contro l’odiata MDA, il Cogeca è una buona squadra non una grande quadra e per la Roma lo smacco deve essere stato più grande”1. Sunder in serie A infatti non fu solo. Perchè dall’India, meglio dal mondiale di Barcellona 1971, era arrivato il centravanti diciottenne della squadra indiana che che con Kulwant in campo vinse il bronzo mondiale. Rajvinder con l’ingaggio italiano rinunciò per sempre a vestire ancora la maglia del Bharat fermandosi alle 6 presenze e 3 gol mondiali che si sommarono a quelle dei tornei preparatori cominciati con India – Singapore in Thailandia il 10 agosto 1971.
Nella stagione seguente, malgrado l’ingaggio di Antonello Grivel, i lomellini non seppero ripetersi. Il campionato dal girone unico a 10 squadre passò a due da 8. Vinti rispettivamente dall’HTC Columbia Roma davanti a SH Cogeca e HC Benevenuta Bra e SG Amsicora che precedette HC Napoli, neopromossa e Polisportiva Ferrini. I due triangolari di semifinale videro prevalere HC Napoli (2-0 alla Ferrini e 3-1 all’HTC Roma) e Benevenuta Bra I’1-0 all’Amsicora e 2-0 alla Cogeca) con i campioni in carica che cedettero anche ai sardi (0-3) forse distratti e delusi dall’esito della Coppa dei Campioni dove furono solo undicesimi su 12, malgrado si fossero rinforzati con molti altri atleti italiani, davanti solo ai finlandesi: HC Huovit Helsinki.
L’HC Napoli neopromossa, che poi diventò Levante Torre del Greco2, in soli 5 anni passò dalla squadra allievi (U16) allo scudetto, ma con un aiutino. Il romano Gabriele Barbieri (ex HTC), direttore dell’Istituto minorile Fiorelli aveva portato l’hockey a Torre del Greco e complice il disfacimento dell’MDA in due anni aveva convinto prima La Cava, poi Mannucci e Tito che avevano partecipato alla promozione in A nel 1972. Il colpo grosso lo fece nel 1973 con l’ingaggio del portiere azzurro Soli e degli altri ex MDA Parrilli, Perna, Staffieri, Vannini dell’indiano Balkrishan Sharma. La rosa era completata dall’altro indiano Kalahyah, 23nne agente di commercio a Napoli, dall’alto romano Umberto Riondino, lo stesso Barbieri, e dagli scugnizzi del Fiorelli Sarno, Pezzella (futuri azzurri) Antonio Selano, Filippo Fiorelli (figlio del fondatore dell’istituto) Mauro Zecca, Carlo Russo, e Passerini.
Lo scudetto, il primo nel Sud Italia, arrivato a Torre del Greco nel 1973 portò la firma di Paolo Mannucci e di Kalahyah, nel 2-0 della gara di andata che si giocò allo Stadio dei Marmi di Roma. Il primo al 4’ su imbeccata di Vannini il secondo al 20’ al termine di un’azione corale che vide protagonisti Tito e Staffieri. Il ritorno si giocò a Bra di fronte a circa 3.000 tifosi guidati dall’allora sindaco Pietro Fraire, ma la difesa napoletana – assenti Tito sostituito dal fondatore Barberi poi avvicendato nel finale da La Cava – resse chiudendo 0-0 al temine dei 70’ di gioco. Memorabili gli scontri a centrocampo fra Inder e Balkrishan; l’HC Bra fu penalizzato anche dall’incidente subito all’andata da Gandolfi.
Se per la Cogeca ho voluto citare Massimo De Luca, per l’HC Napoli ricordo cosa scrisse sul Corriere dello Sport un altro grande del giornalismo sportivo italiano con 7 olimpiadi alle spalle, la prima con me a Los Angeles 1984: Mario Arceri. “La sua vicenda è probabilmente una delle storie sportive più significative di questi tempi: cinque anni fa Barbieri costituì a Torre del Greco una squadretta di ragazzini dell’Istituto di rieducazione Fiorelli dal lui diretto. Acquistata esperienza attraverso una stagione fra gli allievi e una fra gli juniores, affrontò quindi il primo grosso impegno della serie C: vinta al primo colpo, passò fra i cadetti non fallendo neanche questo appuntamento. Intanto però alla vecchia guardia di allievi rinforzata dallo stesso Barbieri e da Riondino, cominciarono ad aggiungersi gente come La Cava e soprattuto come Tito …”3.
- Gazzetta dello Sport 30 maggio 1972 ↩︎
- https://www.hockeylove.news/2023/09/26/storia/50esimo-le-regioni-28-campania-1-il-primo-scudetto-al-sud-ando-a-torre-del-greco/ campania ↩︎
- Corriere dello Sport 18 luglio 1973 ↩︎





