Arbitri Storia

#50esimo ARBITRI (3): IL DECENNIO DELLE GRANDI FIRME ARBITRALI

Dai primi arbitri olimpici – Zovato, Lelli, Tinti, Pensosi – al genovese Lanfranchi ex internazionale e pluri campione d’Italia involontario co-protagonista della finale 1963 che non assegnò lo scudetto

Nella foto Lanfranchi con il Genova HC campione d’Italia 1952, nel riquadro ai tempi dell’OND Genova 1937,  più fortunato come giocatore che come arbitro

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Dato merito a Mario Zovato, che ritroveremo, più avanti un un cammeo a lui dedicato, di essere stato il primo italiano a dirigere a un’olimpiade – tre partite a Helsinki 1952 –  la seconda parte degli anni 50 vide sulla cresta dell’onda i bolognesi Scarani, Rino Lelli – una new entry che si affermò sino a venire scelto per i giochi di Tokyo 1964 –  i soliti romani Festa, Vasapolli, Scodalupi, Luccio.

Piano piano si inserì una nuova generazione di cui il porta bandiera fu il bolognese Luigi Tinti (arbitro olimpico al Messico e Monaco) – con i triestini, Maiola – il miglior giuliano dell’epoca – Pirolla; i novaresi Bellomo, D’Andrea e sopratutto il maceratese Capelloni, più volte chiamato a dirigere finali per il titolo, che aveva esordito nel 1954 in CUS Bologna – CUS Ferrara, entrò nel giro nazionale nel 1957 e quattro anni dopo di lui un altro futuro olimpico il romano Pensosi, in coppia con Nardis, arbitrò il 16 gennaio 1961 la finale scudetto fra Amsicora e Genova HC decisa ai supplementari e giocata in ritardo per via dei giochi olimpici Roma.
Luigi Tinti fece il suo esodio internazionale in un’amichevole preolimpica fra Olanda e Svizzera1 – fu l’unica olimpiade con Melbourne 1956 Los Angeles 1984 fra il 1952 e il 2008 a non vedere un arbitro italiano in campo.
Pensosi aveva esordito come “guardalinee” di Tinti  all’antistadio di Bologna nel 1957. Fra i personaggi di quel decennio va aggiunto Gino Lanfranchi, avvicinatosi all’arbitraggio, su suggerimento dell’ex internazionale  Prevignano,  a fine carriera.

Lanfranchi proprio con Prevignano, GB e Amleto Sommariva, che fu poi il primo CT della nazionale nel dopoguerra, era stato fra i primi giovani di Sampierdarena a rispondere all’appello di Giovanni Zanelotti segretario del fascio giovanile di Combattimento (FGC) Arnaldo Mussolini, che costituirono con gli altri genovesi il nucleo dell’OND poi GUF Genova pluri campione d’Italia. Lanfranchi vinse altri scudetti con il Genova HC e fu 10 volte nazionale: uno dei  primi 5 ad andare in doppia cifra in maglia azzurra.
Esperienza di gioco e personalità lo spinsero ben presto ai vertici tanto da arbitrare con Capelloni la finale scudetto Amsicora – MDA del 26 maggio 1963. L’unica che non assegnò il titolo.
Perché dopo i supplementari (1-1) la partita andò a oltranza. Dopo circa tre ore di gioco le squadre stremate, e su indicazione del medico di campo, abbandonano la partita.
La Commissione tecnica federale anziché farla ripetere, come accadde altre volte, squalificò due mesi tutti i giocatori, cinque mesi i due capitani Medda e Vargiu, annullando anche la prevista tournée della nazionale in Polonia. 

 

  1. da Hockey & Pattinaggio 1969, gennaio Anno XXIV n.° 1 – inserto  ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore