Tutto nasce da un pozzo con scarsa capacità di acqua e dal mancato intervento, invece previsto lo scorso anno, di un’autocisterna che avrebbe potuto risolvere il problema iniziale e quindi ricondurre gli orari nei termini previsti. Purtroppo questa gestione federale quasi mai raggiunge gli obiettivi, un vero peccato perché gli hockeisti meritano molto di più
Nella foto Francesco Padovani protagonista anche negli shootout
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Nel pronostico l’avevo identificata come la possibile finale. Senza togliere né merito né valore alla successiva gara fra SH Bonomi e Lazio, al termine di una partita che l’HC Bra ha condotto per tre quarti sul 2-0 (de Voogd, Raimo) la Tevere eur campione d’Italia ha tirato fuori l’orgoglio e con due marcature da palle inattive (Dionisi, Palombi) ha trovato il pareggio che l’ha condotta sino agli shotoout come del resto era avvenuto nell’ultimo scontro in Supercoppa. Questa volta l’HC Bra non solo ha messo come primo tiratore e realizzatore olandese de Voogd ma ha trovato maggiore concentrazione nei suoi uomini chiave che con Missaglia, Raimo e Bhana hanno dato seguito alla striscia positiva che Padovani il portiere complice un push uscito a lato e una sua parata ha contenuto il danno in un solo goal subito.
Grande equilibrio anche nella successiva gara fra lomellini e romani che si era chiusa dopo i 60 minuti regolamentari sull’1-1 ma i ragazzi di Angius come quelli del presidente Berrino sono riusciti a prevalere al termine della sparatoria finale. Vantaggio di Guiducci pareggiato dai lomellini e dopo molti errori da ambo le parti segna Gonzalez il 2-1 che consegna al biancocelesti romani la finale. I tempi regolamentari si erano chiusi sull’1-1 dopo il vantaggio iniziale segnato da Claudio Brocco su corto nel primo periodo al 5’ poi pareggiato da Costa per la Bonomi. La gara anche a detta di Luca Angius, la peggiore della Lazio di questa stagione, ha visto i ragazzi di Ursone entrare più volte e in modo più pericoloso nella D avversaria ma senza riuscire a superare la difesa di Palombi. Così si spiega l’esito di questo doppio confronto giocato in un clima quasi da tre tregenda con la foschia che ha limitato la visuale anche ai direttori di gara e ha compromesso quello che avrebbe potuto essere uno spettacolo per l’incuria l’incapacità e la scarsa previsione di chi doveva vigilare.





