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#campionati COPPA ITALIA/F SCUSATE IL CAMPO NON È AGIBILE

L’anno scorso era stato il grande freddo, quest’ano la difficoltà di innaffiamento del campo lato strada. Così si gioca solo sul Pino Palmieri, il santo da lassù ha dato una mano, il programma subisce un enorme ritardo e i maschi faranno notte fonda 

Nella foto le milanesi di Rivero e Di Guardo felici e vincenti sul Pino Palmieri di Bra

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Il successo ha molti padri, l’inefficienza è sempre orfana. Quindi inutile cercare colpevoli, fatto sta che dopo il lungo riscaldamento a Polisportiva Ferrini e Milano HP viene comunicato che per giocare devono aspettare la fine dell’altra semifinale, contrariamente al programma iniziale che prevedeva un distacco di soli 30 minuti. La cosa fa spazientire Lali Rivero e Valeria Spitoni, che per la loro esperienza gestiscono il profondo disappunto nel giusto modo 

In vantaggio nel primo quarto con Aguilera le milanesi conducono una gara attenta che si contraddistingue per la marcatura spietata di Beis su Granatto. pazio anche per la giovane Rampi capofila del gruppo giovani che ha completato la rosa biancorossa. Bloccata la prima bocca di fuoco la Ferrini reagisce ad inizio ripresa con un uno due di Sambenedetto che potrebbe essere micidiale, se non fosse che nel finale particolarmente convulso – con la Ferrini che incappa in diverse espulsioni a cominciare da Sambenedetto per finire alla coach Valeria Spitoni – il Milano di Lory Di Guardo e Lali Rivero in panchina tira fuori gli attributi per l’ultimo scatto che è firmato ancora da Aguilera questa volta su corto e da Norbis su ribattuta del difensore dopo una mischia in area cagliaritana per il definitivo 3-2. Nel finale ancora Aguilera in tuffo ha la palla del 4-2, ma ciò che conta è chi va in finale. SL’altra è l’HF Lorenzoni che dopo essere passatto in svantaggio rifila l’1-2 che invece si rivela micidiale e che mette in imbarazzo Torino Universitaria che si era portato sull’1-0 con Martinez Arana.  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore