Nazionale Storia

#50esimo NAZIONALE (3) SI GIOCAVA DI PIÙ QUANDO SI GIOCAVA DI MENO 

La storia impartisce lezioni che le persone non studiano mai abbastanza

Nella foto del 1964 l’Italia contro la Jugoslavia 2-1, doppietta di K. Aramu: Caggiano, Bottaro, Farci, Mazzoni, Paolorosso, Scuriatti, Vannini, Terenzio, A. Aramu, K.Aramu, Duranti [Santarelli

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Oggi le nazionali giocano molto più dei decenni addietro. Sono cresciute a dismisura le competizioni, diminuiti in modo esponenziale i tempi e i costi di percorrenza.  Aumentate le figure professionali anche nell’hockey e le possibilità per gli amatori di usufruire di maggiori ferie e tempo libero.  Ecco perché a livello internazionale oggi si gioca di più. 

Prendiamo a paragone il 1964. Allora l’unica competizione globale erano le Olimpiadi. Gli europei nacquero solo nel 1970 il Champions Trophy e Challenge rispettivamente 8 e 21 anni dopo. World League, Pro League, Nations Cup e simili sono roba del secondo e terzo decennio del Duemila. L’Italia dal 1981 al 2012 invero ha beneficiato della Coppa delle Alpi. 

In quel 1964 le casse dell’hockey erano davvero vuote. I soldi arrivavano con il contagocce dal pattinaggio non a milioni di euro da Sport e Salute. Non esisteva neppure la commissione nazionale dell’hockey su prato chiusa nel 1960, mentre la successiva commissione nacque solo nel 1967. C’era solo una commissione tecnica guidata dal bolognese Perugini e un consigliere hockeista il triestino Mari

La domanda è perché nel lontano 1964, quando gli azzurri si muovevano in torpedone, il CT era sostituito per impegni di lavoro nel corso della tournée da un arbitro, le federazioni europee erano la metà di oggi l’Italia giocò 10 partite?  Le stesse del 2022: di cui tre alle qualifiche europee che allora non esistevano, tre test match ufficiali con l’Irlanda e 4 amichevoli non ufficiali con Francia e Svizzera. 

Perchè allora quei dirigenti, autentici dilettanti senza rimborsi o prebende di sorta, si davano da fare e avevano davvero a cuore le sorti dell’hockey e della nazionale.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore