Racconteranno di un grande successo: due podi, con lo stesso criterio si potrebbe dire che salvo Galles Ucraina maschili alle nostre spalle in Europa ci sono solo Lussemburgo, Finlandia, Turchia e Lituania. Allora lascio ad altri gli slogan e vengo al perché delle mancate promozioni nei Championship che contano
Nella foto i due allenatori Carta e Chaves prime vittime di scelte e non scelte scriteriate
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I due terzi posti conseguiti dalle juniores azzurre nei Championship II in Cechia e Polonia possono essere raccontati in due modi.Azzardo e anticipo il pensiero federale. “Due squadre in salute e in crescita rispetto a quando sono andate peggio, che portano a casa due medaglie di bronzo che arricchiscono la bacheca della Federhockey. Alla lunga il lavoro paga e i risultati lo confermano”. Magari espresso con due belle (sic!) clip video.
Abbandono il campo delle ipotesi, torno alla realtà e scrivo solo per gli hockeisti: I risultati ottenuti non sono pari al valore tecnico individuale che le due squadre avrebbero potuto esprimere. Ad esempio. i due attacchi quello maschile con Guiducci e Carelli e il femminile con Manzoni Di Paola e di Bella in due formazioni strutturate sarebbero di livello internazionale. Elementi come Eschoyez e Palumbo troverebbero posto in qualsiasi formazione europea di serie superiore. La responsabilità quindi è degli allenatori? Per quanto riguarda la mancata preparazione non è riconducibile agli staff tecnici ma alla dirigenza federale che non ha messo le formazioni azzurre non nelle migliori condizioni possibili, ma neppure in quelle minimali che aveva concesso sino al 2023. L’aspetto tattico e gestionale invece divarica il giudizio.
Roberto Carta, senza neppure la possibilità di un decentrato ha pescato il meglio possibile dal ridotto bacino femminile e ha condotto la squadra a un costante seppure lento miglioramento nel corso delle quattro partite giocate. Come il collega di Reggio ha operato in continuità con il lavoro svolto lo scorso anno nel torneo – per lui – vittorioso dell’U18/F a Zagabria. Sempre come il collega ha pescato una sola ragazza – per Chaves è stato il concittadino Abratte – avulsa dal campionato e dalla scuola italiana: la tedesca Emily Förster, che una volta inserita. Ha accresciuto il suo contributo alla squadra. A differenza del collega che ha disposto di tre cortisti di ruolo (Dionisi Vici, Cavallini e Arzenton) lui ha dovuto proporre Eschoyez, che non lo è neppure a Torino.
German Chaves, che nel suo club ha fatto bene, ha avuto un tempo di scelta e spazi di raffronto superiori, anche grazie alla collaborazione di Bodnar, e sicuramente ha potuto pescare fra numeri decisamente più alti e una qualità in questo momento molto elevata. Peccato che la qualità complessiva della rosa sia stata inficiata da alcune sue scelte parse un po’ partigiane, mi riferisco a Denti e Gianolio Lopez, a scapito di altri e cito alcuni esclusi: Atzori Montalbano Frizzi Cekani e la lista può continuare passando dalla provincia di Torino a quelle di Padova, Bologna e altre ancora. Anche la gestione delle gare ha lamentato incertezza. In particolare negli ultimi 10 minuti dell’ultimo incontro quando in superiorità numerica sul 2-0 sarebbe bastato gestire con più attenzione le posizioni in campo. Già da sola, questa lacuna ha fatto scalare di una posizione il piazzamento azzurro. Insomma, si è ripetuto l’errore che un anno fa costò la promozione all’U18 con quel cambio avventato di Carta su Calzolari operato sul lato opposto del campo, che costò il corto della sconfitta. Tutti sanno che le partite sono anche frutto degli episodi e saperli prevedere e gestire è indispensabile se si vuole vincere.
Va ricordato che Roberto Carta è alla guida delle due under femminili perché protetto da un precedente contratto che scadrà solo a fine anno, mentre German Chaves è stato scelto in epoca successiva da questo consiglio federale, ora in scadenza.





