I 66 presi in considerazione sono stati incaricati almeno una volta, anche se in sede locale, dal designatore nazionale è il caso di 4 fra di loro: 3 liguri e la piemontese Omegna. La regione non solo numericamente leader è la Liguria
Nella foto Carmine Borda
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Analizzo solo da un punto di vista numerico il comportamento degli arbitri italiani in questa stagione. Il periodo considerato sono i 4 mesi da marzo a giugno. Parto dagli umpires manager, detta facile i designatori delle finali. Su 13 finali Borda, le due super Coppa assieme a Macchi, se ne è riservate 5. Due ciascuna sono state affidate a Bandieramonte e Faggion.
Lo stakanovista della fischiata outdoor in assoluto è il romano Flamini con 47 direzioni, anche se 38 di queste sono state a livello regionale. Lo tallona con 41 incarichi un altro giovanissimo il matildeo Cervini anch’esso però con 37 designazioni locali. Il re dell’Elite maschile è il genovese Fiorenza che è sceso in campo al massimo livello in 11 giornate su 14; la regina invece è di Bologna Ilaria Amorosini con 10 gare. Sono però due veterani a vantare il maggior numero di partite nelle tre serie maggiori le due prime divisioni e la A1 maschile: il cagliaritano D’Angelo precede (8-7-7) di un nulla il savonese Macchi (8-7-6).
Il re dei rifiuti è il torinese Capasso con 12, lo segue e distanziato il rodigino Zanirato con 9. Restando in ambito negativo è molto lontana la parità di genere infatti sono 53 i maschi presenti in questa lista contro solo 13 donne, ovvero meno di una su cinque. Quindi i maschi rappresentano più dell’80% del totale.
Quasi un terzo (21) sono gli arbitri societari ovvero quelli che alternano la prestazione di arbitro con quella di giocatore o giocatrice. Il primato in questo caso va a quattro tesserate del Cus Torino ovvero le tre sorelle Di Bella, altro record nell’ambito delle parentele, e la portiera Omegna. Condivide la posizione Superba con quattro suoi tesserati l’allenatore Fiorenza e i giocatori Crovetto Sefa e Ciuti.
La regione più rappresentata? La Liguria con 13 arbitri societari inclusi: dal designatore Borda al re d’élite Fiorenza al super veterano Martini ai molti giovani.
Numeri a parte alcune curiosità. Fra di loro c’è un’internazionale, Mockaityté, che però all’estero si presenta come lituana, Invece un italiano, Kamal Khan, nipote di un olimpico pakistano vive in Danimarca. Fra i tanti italo argentini dei nostri campionati sono presenti solo la reggiana Soledad Garcia e la picena Andrea Soria. Un altro straniero è l’egiziano Gamal che fra Abruzzo e Lazio ha diretto 36 gare regionali. Ora vado sul personale e vi do i miei tre migliori emergenti: in ordine alfabetico e crescente d’età: Bet Collina (2008), Vargiu (2007).





