Oggi la terza e ultima puntata di questo percorso con nessuna soddisfazione per l’hockey italiano cominciato con il sogno olimpico del 1936 per i Giochi del 1940
Nella foto Gina Spitaleri in una delle sue tante direzioni internazionali, qui in Austarlia Olanda. È lei l’italiana con più partecipazioni (4) e presenza olimpiche (19)
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Continuò la lunga epopea arbitrale italiana e continuò la presenza post olimpica di molti fuoriclasse nei nostri campionati.
1996 Atlanta. Gina Spitaleri aprì in Georgia nella città della Coca Cola della CNN la sua lunga avventura olimpica. Diresse 4 partite. Le nazional azzurre non furono neppure ammesse ai due tornei di qualificazione che si disputano a Cape Town nel novembre precedente, ma c’è da dire che erano competizione ia sole otto squadre e che ne qualificavano 5 per Atlanta. Però dall’Argentina al campionato italiano si verificò la solita osmosi: Magdalena Aicega, fu in Italia con il CUS Padova, un’altra ragazza giocò in serie A1: María de la Paz Hernández nella Seneca Libertas san Saba. Esperienza italiana anche per il coach Sergio “Cachito” Vigil a Bra.
2000 Sidney. Sempre e solo Gina Spitaleri che dopo le 4 partite di girone negli USA in Australia passò a 6 direzioni olimpiche con la chicca di Australia – Olanda (5-0) nel girone fra la medaglia d’oro e quella di bronzo e soprattutto la finale per il terzo posto fra Olanda e Spagna (2-0) con la britannica Gill Clarke. Le nazional azzurre furono escluse anche in quella circostanza dalla partecipazione pre olimpica.
2004 Atene. Guido Braca giudice affianco nella veste di giudice Gina Spitaleri fra gli officials italiani presenti in Grecia nell’olimpiade che risarcì la nazione patria dei dei giochi defraudata da Atlanta nell’ano del centenario. Questo avvenne ai danni di Roma sconfitta alla quarta votazione del ballottaggio 66 a 41. La braidese colleziono altre 4 gare. Il campionato italiano però in quel inane beneficio della lunga presenze di tre medaglie di bronzo: i tedeschi Bjorn Michel (CUS Torino, Christoph e Eimer Philipp Crone (HC Roma)
Arrivarono altre partecipazioni azzurre (5 femminili e una maschile) ai tornei di qualificazione e terminarono le presenze arbitrali
2008 Pechino Lo slogan “Io vado a Berlino” non porta l’Italia in Cina ma due italiani ci andarono, gli stessi di 4 anni prima. Guido Braca fu ancora giudice e Gina Spitaleri chiuse la sua lunga cavalcata olimpica con altre 5 gare e sancì il suo primato quantitativo fra gli arbitri italiani con la quarta olimpiade per un tolte di 19 gare dirette.
Gli azzurri furono ammessi al torneo di qualificazione di Kamigahara, uno dei 3 per un totale di 18 squadre. Questi gli azzurri di Roberto Da Gai: Alberto Marchi e Francesco Mitrotta; Federico Ardito, Jacopo Lunetta, Lorenzo Dussi, Andrea Vargiu; Francesco Congiu, Loris Perelli, Michele Cirina, Agustin Nunez; Massimo Lanzano, Luca Pitzalis, Daniele Malta, Daniele Cioli, Gabriele Murgia, Alessandro Nanni, Luca Da Gai, Simone Dussi. Chiusero quinti dopo un buon pareggio con la Malesia (4-4) e il successo nella finalina sulla Svizzera (3-2).
A Victoria le azzurre di Ferrara per la prima volata fecero meglio dei maschi, giunsero in finale cedendo solo alla Corea (5-0), con lo stesso punteggio subito nel girone, però ci furono tre vittorie /Uruguay, Vanda, Irlanda) e il pari con la Malesia Questa la formazione della finale Lilliu, Girotti, Di Nucci, Scandroli, Lombardi, Zucca, Corso, Faustini, Possali, Singh, Zamboni, Blanco, Obrist, Canavosio, Tiddi, Quaranta. Con loro anche Calvo (P) e Berrino. Sei su 18 le italo argentine in Canada due gli oriundi in Giappone.
Londra 2012 Non portò meglio la Road to London. Il sogno lo infranse nell’ultima partita del round Robin del pre olimpico News Delhi l’indiana Ritu Rani che al 55’ trasformò il corto dello 0-1. Ferrara al 60’ buttò nella mischia anche Giulia De Guio, mentre il secondo portiere Chirico, Giulia Pacella e l’oriunda Baetti rimasero in tribuna. Queste le 15 di quel match: Lilliu, Ronsisvalli, Wybieralska, Tiddi, Bertarini, Mirabella, Gonzalez Casale, Braconi, A. Padalino, Ruggieri; più Traverso, Betty Pacella, Marta e Giulia De Guio. Cosi l’unico italiano ufficialmente al Lee Park Center fu ancora l’officials Guido Braca come giudice.
2016 Rio Anche al Diodoro Park un solo italiano fu Ermanno Silvano membro del Jury d’appello. Il costoso residenziale progetterà da Ferando Ferrara, almeno ebbe un approccio programmatorio, anche se gestito con difficoltà dalla dirigenza di allora. Al termine del lungo collegiale e dell’inserimento non sempre felice delle “residenti” nelle squadre di A1/F. Ancora una volta fu l’India, però agli shootout, a negarci il passa pe l’olimpiade. Nella semifinale di World League ad Anversa il 2 luglio 2015 l’Italia terza nel suo girone incrociò l’India e furono fatali gli errori di Mirabella e Ruggieri. Rispetto a New Delhi entrarono: Aguirre, Nguerira, Garaffo, Socino, Lecchini, Di Mauro, Donati, Casale per le Lilliu, le sorelle De Guio, Giulia Pacella, Padalino, Gonzalez Casale, Bertarini, Baetti.
2021 Tokyo Anche a Mönchengladbach il sogno femminile si spense all’ultimo scoglio, ma contro la Germania sul suo campo di casa il doppio confronto fu davvero una mission impossibile. Eppure il primo match rimase a lungo in bilico. L’Italrosa restò in partita sino a 30” dalla fine.
Il giorno acquisito il 2-0 la Germania andò sul velluto. Queste le azzurre di quelle partite: Cusimano; Bianchi, Traverso, Tiddi, Pessina; Vynohradova, Socino, Singh; Ruggieri, Oviedo, Pacella. Entrate: Carosso, Carta, Mirabella, Casale, Maldonado, Puglisi. Piras (P). Per il resto Covid incluso nulla da segnalare.
2024 Parigi Un’italiana ci sarà e sarà ancora Gina Spitaleri. Invece l’Itlarosa è naufragata ancora in India. A Ranchi la spedizione gestita da Pagliara è stata un disastro. Quattro sconfitte in 5 gare, solo il pareggio con il Cile (2-2) tramutato in successo da Caruso e dalle trasformazione agli shootout di Inaudi e Federica Carta hanno addolcito con il sesto posto su otto. Il percorso da gambero rispetto ai quadrienni precedenti.





