35 anni dopo cade il muro dei ricordi, come nel 1989 cadde il muro di Berlino: il senatore è l’ex arbitro internazionale Roberto Menia, l’azzurra è la campionessa d’Italia di quell’anno Daniele Lo Giudice, il terzo è Agostino Polese ambasciatore ad Addis Abeba
Nelle foto Daniela Lo Giudice, Roberto Menia e Agostino Polese

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“Tutti danziamo al suono di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile”. Lo scrisse Albert Einstein e, talvolta, pare davvero che fatti, casi, storie personalissime si incrocino o reincrocino un giorno come se le avesse unite un filo invisibile o una musica magica.
Riavvolgiamo il nastro. È il 1989, un anno che rimarrà nella storia: cade il Muro di Berlino, si ridisegna l’Europa, cambia il mondo, Fukujama preconizza la fine della storia. Non sarà così. È un anno di speranze e di illusioni per i ragazzi di allora.
In quell’anno l’EUR Roma vince lo scudetto femminile dell’hockey: il capitano di quella squadra è Daniela Lo Giudice, che gioca anche nella nazionale. Ricorda sempre con gioia quello scudetto, vinto a Padova.
A dirigere quella partita è un triestino, Roberto Menia, arbitro internazionale, all’epoca coi capelli lunghi. Entrambi hanno custodito le foto di quel giorno. Trentacinque anni dopo si sono reincontrati ad Addis Abeba.
Lei si è costruita una bella carriera ed è la contabile dell’Ambasciata d’Italia, lui è senatore della Repubblica, in missione parlamentare in Etiopia con la Commissione Esteri Difesa di cui è vicepresidente.
Il prato di fronte all’ambasciata invoglierebbe ad incrociare i bastoni, a riprovare il gusto di uno scatto in conduzione di dritto e rovescio, un bel drive secco, un push mirato o uno scoop beffardo…
La sede è istituzionale e i tre si accontentano di una foto. Anzi di una serie.
Ma è un dolce tornare indietro e la musica del pifferaio è quella dell’amore indimenticato e indimenticabile per hockey.
“Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano” riecheggia sul prato dell’ambasciata la voce di Antonello Venditti con i suoi versi di Amici mai.
Siccome non c’è due senza tre, si è aggiunto anche l’ambasciatore, Agostino Palese, che anche lui da ragazzo ha praticato l’hockey a Roma.





