Oggi commercialista a tempo pieno, potrebbe essere una risorsa dirigenziale per l’hockey romano e laziale
Nella foto Matteo Mignardi in gol con la Tevere Eur in un derby contro l’HC Roma
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24 giugno 2024. Tanti auguri e grazie di essere stato uno di noi.
Due anni fa Hockeylove aveva titolato “Matteo Mignardi da bomber … a futuro presidente?” Mi era parsa una boutade di cattivo gusto, ora però, non lui, qualcuno ci potrebbe fare un pensierino.
Matteo, l’ho sempre apprezzato, merita il rispetto di tutti. Oggi è un affermato commercialista, ma fu un buon attaccante nella sua generazione. Considerato a livello di club, mai – doloroso per il padre – a livello di nazionale, neppure giovanili da tutti gli allenatori che si sono succeduti in quegli anni.
Matteo scoprì l’hockey alle elementari, grazie al padre insegnante di educazione fisica che cominciava a collaborare con la FIHSP e poi continuò sotto diversi consiglieri federali, Gianni della Motta in primis, sino al 2008.
Con un gruppo di bambini di Monte Mario coetanei di Matteo nacque l’Acqua Acetosa Sport + Hockey. Fra i suoi primi istruttori nel gruppo di bimbette e bimbetti ci fu Totò Manganaro.
Matteo cresceva e arrivò Madalon Belien a svezzarlo tecnicamente. Intanto Matteo si divertiva nei vari festival, da Lignano, a Riccione, a Perugia, Cervia in giro per l’Italia
Poco dopo arrivò l’incontro con l’amore della vita: la SS Lazio di cui Matteo è tifosissimo. Non a caso fra i suoi ricordi più belli vi sono la premiazione in Campidoglio e quella sotto la curva biancazzurra all’Olimpico come capitano della Lazio.
Quasi ogni volta che era derby con l’HC Roma andava in gol e continuò così anche quando passò alla Tevere Eur. La porta giallorossa era il bersaglio preferito per il bomber cresciuto a pane, festival e hockey.
Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey, se lo vorrai, ti potrà ancora riservare.





