Ricevo e volentieri pubblico le lucide considerazioni di un genitore espresse sul gruppo social di un club di prima fascia: idee chiare come quelle dichiarate pochi giorni fa da Vicky Bussoletti
Nella foto a destra Guiducci aggiunto in extremis e il ferrinaiano Palmas l’unico sardo presente al raduno di Reggio Emilia; possibile che nel gruppo dei 30 non ci fosse spazio per il talento purissimo di Atzori? Troppo piccolo? È quasi coetaneo di Iossa (2007) e gioca titolare nell’Amsicora come Montalbano (2007), senza scordare – come invece è stato fatto – il bomber dell’HT Sardegna SImone Serra (2003) con 11 gol in A1 o Sulanas (2003). Tutti giocatori offensivi.
(post ricevuto)
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La convocazione per un evento nella nazionale giovanile U18 o U21 di un giovane tesserato, ha diversi fattori positivi ed una oggettiva importanza per il futuro e sopravvivenza della stessa società.– La convocazione può essere vista come un premio sia per il ragazzo convocato, ma anche per gli sforzi economici fatti dalla società per creare un movimento giovanile.– Le società si reggono sulle quote pagate da ogni tesserato, soldi poi utilizzati anche per il pagamento delle ingenti tasse federali, essenziali per la sopravvivenza dell’hockey italiano.– La convocazione di un compagno di squadra, da una speranza o comunque stimoli a proseguire un percorso sportivo che sappiamo essere sempre più difficile mantenere per i giovani di oggi.– La convocazione di un ragazzo può essere usato da una società come mezzo pubblicitario per attirare giovanissimi verso la propria società.– Convocare italo argentini nelle nazionali giovanili sarebbe come un autogol, ucciderebbe ogni tipo di sogno che i ragazzi Italiani hanno, nonché questi sono giocatori che vengono pagati per giocare e non contribuiscono economicamente in nulla nel mantenimento e nella crescita del nostro movimento hockeistico.





