Nessuno più di India e Olanda, ma tutti i continenti si sono aggiudicati almeno un oro. 38 le nazionali maschili – due volte l’Italia – che hanno preso parte ai giochi, sono invece 21 le compagini femminili per un totale di 42 federazioni con almeno una presenza olimpica
Nella foto dal sito CIO l’Olanda campione olimpica in carica
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Nessuno sport di squadra vanta una presenza così lunga, massiccia e costante alle Olimpiadi, con giochi di Parigi saranno 37 le presenze dell’hockey contro le 35 del calcio, che esordì prima, nel 1904 ai giochi di Saint Louis che furono un strana olimpiade, ospitata all’interno dell’Expo internazionale spalmata tra il 1º luglio e il 23 novembre con sole 12 nazioni presenti oltre gli USA per appena 651 atleti quasi tutti statunitensi. Il torneo di calcio vide la vittoria del Canada su due squadre USA.
Un altro record dell’hockey mondiale è che tutti i 5 continenti sono stati olimpionici almeno una volta: Africa 1 (Zimbabwe) America 1 (Argentina), Oceania 5 (Australia 4, Nuova Zelanda 1) Asia 11 (India 8, Pakistan 3) Europa 17 (Olanda 6, Germania 5, Gran Bretagna 4, Belgio1, Spagna 1).
L’India ha vinto più oro di tutti e sempre nel maschile: 8 volte olimpionica. L’Olanda ha guadagnato 18 medaglie di cui 6 ori, 4 nel femminile. La Germania con 4 medaglie d’oro è seconda nella classifica maschile. Fra le nazioni medagliate troviamo, forse a sorpresa, lo Zimbabwe, oro femminile nel 1980, la Danimarca argento ad Anversa 1920 e la Cecoslovacchia femminile nel 1980 a Mosca.
12 le nazioni che hanno vinto medaglie nel femminile (Olanda 4-1-3, Australia 3-0-0, Germania 1-2-0, Spagna e Zimbabwe 1-0-0, Argentina 0-3-2, Corea 0-2-0, Cina e Cecoslovacchia 0-1-0, Gran Bretagna 0-0-3, USA e URSS 0-0-1). L’hockey femminile è apparso per la prima volta a Mosca nel 1980 e ora è alla sua undicesima partecipazione consecutiva, secondo solo al basket che ne conta 12.
Guidano la classifica delle partecipazioni maschili il Bharat (21), l’Union Jack (21) e le Germania (20).
L’India saltò solo le prime due edizioni (1908 e 1920) e poi Pechino 2008 per ripresentarsi nelle tre successive: totale 21 edizioni. Di cui più della metà a medaglia: 8 ori, 1 argento (Tokyo ‘64) e 2 bronzi (Messico ’68 e Tokyo ’21). Anche se le prime tre con l’aiuto di giocatori che poi divennero pakistani.
Sono 17 i gettoni della Gran Bretagna (dal 1948), più 2 dell’Inghilterra (nel 1908 con Scozia, Galles e nel 1920). Che in totale fanno 21 per il Regno Unito. I britannici saltarono tre olimpiadi di fila dal 1928 al 1936 – troppo forti gli indiani – non si qualificarono per Montreal 1976 e boicottarono Mosca 1980. La Germania ha messo insieme le sue 20 presenze fra squadra unitaria 10, BRD 8 e DDR 2 (nel ‘64’ Tokio dove mancò la BRD e nel ’68 al Messico). 4 le assenze teutoniche: Anversa 1920, Los Angeles 1932, Londra 1948 per il divieto dei vincitori, e Mosca per il boicottaggio pro Afghanistan.
L’Olanda, 19 volte ai giochi, fece il suo esordio ad Amsterdam 1928 con un argento e poi è mancata solo a Los Angeles 1932 e poi a Melbourne ’56 e Mosca ’80 per boicottaggio. 18 sono le apparizioni della Spagna che cominciarono nel 1928 e ripresero nel dopoguerra a Londra ’48 e, dopo due assenze, da Roma, dove vinse il bronzo, dietro le due potenze asiatiche, non è mai mancata sino alla semifinale di Atene e all’argento di Pechino.
Settima l’Australia che fece la sua prima apparizione a Melbourne ’56 con un sorprendente 5° su 12 e poi, a parte Mosca ’80 per il boicottaggio pro Afghanistan, non mancò mai l’appuntamento olimpico per un totale di 17 presenze olimpiche, di cui 1 olimpionica con l’ultimo argento a Tokyo 2021.
Una di meno, 16, quelle del Pakistan dal 1948, dopo l’indipendenza e la divisione dall’India con cui ha partecipato insieme dal 1928 al ’36. Successivamente è mancato solo a Mosca ’80 per il boicottaggio pro Afghanistan, e poi a Rio, Tokyo e infine sarà ancora assente a Parigi.
Ottavo troviamo il Belgio, con 15 partecipazioni. Ininterrotte, tranne Los Angeles 1932, le prime 11 da Anversa 1920 a Montreal 1976. Poi le ultime quattro culminate con l’argento di Rio e l’oro di Tokyo.
13 le volte della Nuova Zelanda (la prima a Melbourne e poi oro a Montreal) e 12 per l’Argentina: esordio a Londra 1948 con un quinto ex aequo con altre otto, poi da Messico ‘68 a oggi piazzamenti tre l’8° e il 14°, escluso l’exploit dell’oro a Rio a opera dei Leones di Chapa Retegui seguoto dal quarto di finale a Tokyo.
Seguono con 9 la Malaysia (da Melbourne), la Francia (da Londra 1908 a Monaco ’72 più Sidney 2000).
8 Canada (dal ’64 a Tokyo), 7 Kenya (da Melbourne ’56 a Seoul) con un 7° posto a Tokyo di una squadra tutta indiana.
6 USA, di cui tre casalinghe, Corea e Giappone (dal ’32 al ’68 più in casa nel 2021).
5 Polonia (tra Helsinky ’52 e Sidney 2000), Sud Africa (Tokyo 2021, Londra 2012, Pechino, Atene, Atlanta) e Svizzera (l’ultima a Roma ’60); Danimarca (da ’20 e Roma ’60).
3 URSS (1 come CSI) e Austria (‘52 ’48 e ‘28), Afganistan (’56, ’48, ’36).
2 Italia (’52 e ’60), Messico (72 e 68), Egitto (’92 e 2004), Irlanda (1908, 2016).
1 Ungheria (’36), Finlandia (’52), Singapore (’56), Hong Kong (64) Rhodesia (64) Uganda (72), Cuba, Tanzania (’80), Cina (2008), Brasile (2016).
Dopo questa orgia di numeri, che danno il senso della storia dell’hockey, dalla prossima puntata comincerà il racconto: dall’esordio londinese all’inizio del dominio indiano.





