I consiglieri non ne possono più. Le società subiscono e spesso sopperiscono alle assenze, ma gli stessi arbitri non perdono occasione per manifestare il loro disappunto: vedi il caso Oman-Pagliara, la rivolta anti Faggion, lo sciopero bianco per le gare in Sardegna
Nella foto per completare la Top Five manca il referente Claudio Valdinoci
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Se lo stesso vice predente Bonacini si lascia andare di fronte a molti testimoni a giudizi impietosi sulla conduzione del settore arbitrale; considerato che è nota la posizione del vicario Pagliara che non perse l’occasione per esplicitarla in modo clamoroso; visto che anche il compassato Carlo Corsi si è lasciato andare a qualche giudizio specie dopo la finale scudetto; sentito che Spignolo e Faccioli hanno discusso (litigato?) per designazioni e scelte nel corso del campionati di A2 il cerchio si stringe.
L’elenco coinvolge praticamente tutti i 9 membri superstiti di questo consiglio. Tranne uno il presidente che è vincolato al lodo Valdinoci, che ha portato alla kafkiana decisione di facciata, con le designazioni per delega e la permanenza dell’insultato al suo posto.
Non è che mi sia sfuggita – me lo avevano segnalato in diversi – la dimenticanza, poi corretta con il solito rattoppo delle designazioni per le finali di A1 indoor a Roma dell’11 febbraio o altre successive.
Fatto sta che molte le lascio passare, ma la misura è colma da tempo. Il fatto, è che ormai in viale Tiziano nessuno più decide nulla.
Aspettano che spiova, ma la burrasca deve ancora arrivare. Il problema arbitrale non è l’unico, ma con i campionati in avvio prenderà sempre più il sopravvento, perchè non dimenticatelo l’hockey è soprattutto uno sport che si gioca sui campi.
Oltretutto, neppure moltissimi arbitri sono soddisfatti del trattamento che viene loro riservato e in molti casi hanno tutte le ragioni di questo mondo. Non ci sono delegazioni in subbuglio per il solo motivo che non esistono più. La base non ha riferimenti. I fiduciari di zona sono inesistenti, surrogati o latitanti. I pochi giovani sono usati come paravano e quasi mai valorizzati. Gli anziani portano a casa quello che possono. In mezzo c’è il vuoto. Gli internazionali, pochissimi, sono avulsi dalla vita del settore. Le combinazioni viaggio da. Per la Sardegna sono sempre più spesso rifiutate.





