Nazionale Storia

#50esimo NAZIONALE (19):  MELAI  NEL 1991 REGALÒ A CORSO 17 PARTITE 

Gli azzurri non avevano mai giocato così tanto e di qualità con 14 partite fra europei e qualificazioni olimpiche, non solo fecero 90 giorni dí raduni. Il bilancio non fu esaltante 11 sconfitte 3 pareggi  1 vittoria ai supplementari e due successi. Enzo Corso oggi rivela due retroscena

Nella foto l’Italia ad Auckland dove deve un buona qualificazione olimpica, giungendo settima su 12 perdendo di misura con la prima e pareggiando con terza e quinta

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I risultati vanno contestualizzati. Fu deludente l’Eurohockey Nations di Parigi con l’unica  pesante goleada dell’anno contro l’Olanda (0-9) e l’ultimo posto (dodicesimo). Invece, arrivarono due buone vittorie al pre olimpico in Nuova  Zelanda con Giappone e Francia (3-0) – questa riscattò lo 0-2 subito all’europeo –  e sempre a Auckland gli azzurri ottennero due pareggi con Nuova Zelanda e Canada che finirono rispettivamente terza e quinta.

Gli azzurri furono settimi appena dietro il Belgio  Non certo disprezzabile la sconfitta con l’URSS (2-3) vincitrice delle qualificazione per Barcellona ’92, che migliorò lo 0-3 dell’europeo subito dai sovietici a Parigi.
Era un altro mondo: l’URSS una potenza mondiale anche nell’hockey. Il Belgio una modesta realtà europea in crisi prolungata dopo i fasti degli anni Venti, cento anni fa. 

Enzo Corso guidava gli azzurri dal 1986 aveva già potuto giocare 51. Partite, ma quel 1991 fu l’anno record con 17 gare in soli 5 mesi. Utilizzò 23 giocatori, ma il gruppo dei titolari fu composto da una quindicina. Fra cui 8 amsicorini, 4 romani più l’oriundo Capone, il padovano Moro e il milanese Manzoni  

A Auckland si inaridì la vena realizzativa di Markus Capone, quello fu forse uno dei motivi della mancata qualificazione olimpica. Mai l’Italia maschile andò così vicina a conquistare sul campo un’olimpiade. L’italo tedesco realizzò 3 gol ancora a Parigi, ma poi più nulla.
Le reti italiane del 1991 furono quasi tutte di marca amsicorina. I fratelli Giuliani ne segnarono 9  (Roberto 5 e Pierpaolo 4) 4 i Medda (Giampero 2 e Stefano 2) più il gol di Stefano Pucci nel 3-0 alla Francia.
Quell’anno fecero l’esordio azzurro il bolognese Dallari, il romano Silenzi che ebbero un seguito azzurro e il catanese Sapienza  che entrò 4 volte dalla panchina ma poi non trovò più posto in nazionale negli anni successivi.

Enzo Corso rivela un retroscena: “Dopo il dodicesimo posto di Parigi ho rischiato la panchina, ma poi è arrivato l’invito per Auckland abbiamo fatto tesoro degli errori e soprattutto metabolizzato la morte del fratello di Alessio Raggio che aveva destabilizzato il gruppo. Così i ragazzi diedero il meglio e contro la Nuova Zelanda giocammo la nostra migliore partita. Avessimo potuto trasformare quella squadra in un gruppo militare. Oggi saremmo qui a parlare d’altro”.  

CARDIFF Test Match Allenatore Enzo Corso
01/06/91 ITALIA – GALLES  0–2
02/06/91 ITALIA – GALLES 1-3 rete: R. Giuliani
PARIGI Campionati Europei Allenatore Enzo Corso
13/06/91 ITALIA – POLONIA 1-3 rete: GP Medda
14/06/91 ITALIA – SVIZZERA 2-2 reti: P. Giuliani, S. Medda
16/06/91 ITALIA – FRANCIA 0-2
18/06/91 ITALIA – U.R.S.S. 0-3
19/06/91 ITALIA – OLANDA 0-9
21/06/91 ITALIA – BELGIO 3-4 reti: S. Medda, GP Medda, Capone
22/06/91 ITALIA – SVIZZERA 0-0  2-1 (d.t.s.) reti: Capone (2)
BRUXELLES Test Match  Allenatore Enzo Corso
28/09/91 ITALIA – BELGIO 0-2
AUCKLAND Qualificazioni Olimpiche Allenatore Enzo Corso
14/10/91 ITALIA – IRLANDA 0-2
16/10/91 ITALIA – U.R.S.S. 2-3 reti: Moro, Biasetton
18/10/91 ITALIA – CANADA 3-3 reti: P. Giuliani, Moro, R. Giuliani
20/10/91 ITALIA – NUOVA ZELANDA 1-1 rete: R. Giuliani
21/10/91 ITALIA – GIAPPONE 2-1 reti: Giuliani R., P Giuliani
24/10/91 ITALIA – BELGIO 1-2 rete: R. Giuliani
26/10/91 ITALIA – FRANCIA 3-0 reti: P. Giuliani, Moro, Pucci

Presenze del 1991
17 Capone, P. Giuliani, R. Giuliani, 16 Biasetton, Folena, 15 Farci, Manzoni, Pucci, 12 Ghirardi, 9 Moro, 8 Dubois, GP Medda, S. Medda, Nicoletti, Raggio, 6 Dell’Anno, Durigan, Spalletta, 5 Dallari, 4 Sapienza, 3 Fabbri, Moscioni, 1 Silenzi

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore