Presente a Prato con il collega Bodnar ha cercato di desumere un po’ di indicazioni dalle partite della Final4, certo di più di quelle che ha potuto ricevere nel mini impegno pisano di venerdì
Nella foto non sarà così facile per Richard Kotrc a Berlino
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Un po’ meglio è andato il mini raduno femminile. Qui le assenza sono state più contenute: Vynhoradova, Chirico, pezzi da novanta, Agrò, Laurito che malgrado la disponibilità data e poi ritirata non si è presentata, però il suo nome è nella lista comunicata dalla FIH alla EHF.
Alla fine le società non hanno trovato l’accordo sulla linea dura, non fidandosi una dell’altra. Per timore che un rifiuto potesse danneggiare le loro atlete rispetto alle concorrenti. Perché giocare un Championship dopo un ripescaggio direttamente dalla promozione dalla terza serie non è cosa che capita tutti gli anni.
Anche qui però la mezza giornata si è trasformata in poco più che una sgambata, qualche corto e una partitella, così così con i numeri, con le ragazze più preoccupate di non farsi male che a mettersi in mostra.
Kotrc non ha potuto ricavare granché da questa finzione – giustificazione ufficiosa: ormai l’albergo e l’impianto erano prenotati – e ora decidere sulle 12 sarà difficilissimo visto il grande equilibrio fra le seconde linee.
Andare a Berlino di fronte al miglior indoor del mondo con una preparazione risibile come questa – neppure paragonabile a quella concessa a Justus / Mondo che ha comunque sollevato ilarità a Ranchi – è prova di incapacità gestionale.
Un primo raduno troppo affollato che non ha permesso al tecnico cedo di farsi un’opinione, il secondo senza le stesse atlete che andranno all’europeo e questo terzo del tutto inopportuno per tempi e modi.
Come finirà? Come a Ranchi quando dissero “questa è la nostra olimpiade”. De Coubertin non intendeva questo.





