Dopo un primo campionato disastroso 0 gol fatti 50 subiti, arrivò un positivo rodaggio triennale in serie B, al temine del quale arrivò l’agognata promozione nella serie A 1966, massima divisione. Che salvo poche e brevi parentesi la città di Bra non ha più lasciato
Nella foto con la maglia scacchi gialloneri da sinistra in piedi troviamo: Trabucco, Gandolfi, Ometto, Asselle, Ferrero, Avalle, Veglio; accosciati Coletto Fossanetti, Grosso, Cerrino
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Avevamo lasciato Lorenzoni e Bravi nel settembre 1960 intenti a convertire alcuni giovani dell’atletica all’hockey, sport che avevano apprezzato ai giochi olimpici di Roma. Anche i primi mesi del 1961 trascorsero alla ricerca di altri adepti per completare la squadra, che subito in quell’anno partecipò al campionato italiano, allora in serie unica, già con una maglia a scacchi gialloneri che ricorda l’attuale divisa della società che ancora oggi – nei vari passaggi di denominazione – ne perpetua l’attività.
L’esordio avvenne l’11 maggio, alla seconda giornata, sul campo di Novara contro l’allora Philco. Le partecipanti al girone A erano 5, fu un pesante 11-0. Va detto che Novara all’epoca era un incubatore notevole di attività con tre società originarie di cui la principale era l’ENAL che si evolse prima in Gondrand poi in Philco, una fabbrica di elettrodomestici che sponsorizzava altri sport come pallacanestro (Triestina) e ciclismo, il cui capitano quell’anno fu l’azzurro Carlesi e nei successivi campionissimi come Adorni e Bitossi.
Dopo la rinuncia di Novara nell’incontro previsto contro la locale Fiamma, l’Atletica Bra, – ancora questo il nome della società originaria – giocò le restanti sei partite perdendole tutte senza segnare neppure un gol chiudendo però con un decoroso 0-2 contro il Collegno. Va anche detto che i pesantissimi spessivi del girone d’annata furono ridimensionati in quel odi ritorno con l’inserimento in formazione di Gandolfi, Fossanetti e Trabucco
La squadra dell’Atletica Bra, che nel 1962 partecipò al girone A della appena ricostituita serie B con UISP Novara, CUS Genova, UISP Collegno Autonomi Novara, Fiamma Novara finiti nell’ordine, chiuse terza dietro i genovesi e davanti al Collegno. Un risultato davvero brillante al secondo anno di attività con un bottino di 5 vittorie e due pareggi, in 10 partite, per un totale di 12 punti e con una una buona differenza reti (15-7).
Terzo posto ribadito nel 1963, ma con la novità del cambio di denominazione in Hockey Bra e con la comparsa di una grande H nello stemma sociale. Sciolto il CUS Genova, i braidesi chiusero davanti a UISP Novara Savona HC, Fiamma Novara, e dietro al rinvigorito Collegno e alla Fiamma Torino. Il campo di casa rimase imbattuto nelle 5 gare interne, e si registrò anche il successo esterno (2-1) a Savona.
Eppure le aspettative erano altre. Lo scrisse il 7 febbraio 1964 il periodico Il Braidese (oggi Il Nuovo Braidese -NdR): “Quest’annata sportiva che era iniziata con grandi propositi non ha dato dei risultati che si sperava soprattutto a causa della cattiva sorte che ha continuamente perseguito la squadra impedendo di poter schierare la formazione tipo: Ferrero; Gandolfi, Asselle, Veglio, Coletto, Bernabei, Trabucco, Ometto, Fossanetti, Fissore. Angeli”. Ecco che scopriamo così i nomi dei primissimi protagonisti, alcuni dei quali continuarono per anni dando lustro all’hockey braidese.
Le assenze accusate furono quelle del capitano Fossanetti, di Veglio (entrambi per il servizio militare) e altre occasionali, compensate dai rincalzi Rocca un atleta e i fratelli Avalle, Ezio che giocò a lungo e Marzio solo in modo occasionale.
Ancora più deludente fu il 1964, ma l’anno dopo arrivò l’agognata promozione. Così la raccontò Tuttosport l’8 dicembre 1965 in un articolo dal titolo Bra come Roma e Torino, sotto l’occhiello L’hockey su prato ha infilato una cittadina di provincia.
“Tempi duri quelli iniziali, con secche sconfitte che arrivavano puntuali ogni qualvolta la squadra scendeva in campo, ma già nel ’62 vennero le prime soddisfazioni, la squadra si piazzò al terzo posto nel girone piemontese della serie B. Nel 1963 le cose andarono ancora meglio e soltanto un pizzico di sfortuna impedì ai braidesi di qualificarsi per il girone eliminatorio, ultimo passaporto per la serie superiore. Un fiacco 1964, poi l’esplosione dell’ultima stagione che ha permesso alla cittadina di Bra di fregiarsi del titolo tricolore di seconda categoria e di uscire dall’anonimato nel campo dello sport”.
Le avversarie del 1965, dopo il girone, furono nell’ordine CUS Padova (2-0; 0-1) e poi Pontevecchio Bologna (2-1; 0-0 doppietta di Fossanetti) promosso con i braidesi, PolisportivaTrieste (0-0 in casa e n.d. per bora in trasferta) e HC Grugliasco (3-0; 1-0, Fossanetti). La formazione titolare non differì molto da quella agognata per il 1963 da Il Braidese. Eccola: Ferrero; Avalle, Grosso, Ometto, Giuseppe Gandolfi, Veglio, Fissore, Trabucco, Cerrino, Fossanetti, Giovanni Gandolfi (fratello maggiore di Giuseppe detto anche Gandhi o Pegna – NdR). Compresi Asselle, Angeli, Bernabei, Coletto. L’eta media era di 21 anni; allenatore, più che altro un DT, Franco Deriu detto il professore, ex calciatore che a hockey non aveva mai giocato.





