Il corso dei 25 giovani è stato una messa in scena. A Bra salvo la mal sopportata Amorosini il simbolo del ringiovanimento è stato il quarantenne Andrea Bianchini
Nella foto Stefano Silingardi più abile con la forchetta che a mantenere i suoi arbitri: i due nella foto – di una lunga lista – li ha persi
______________________________________________
Il fine settimana non era tra i più impegnativi. Presentava quattro finali in tre sedi più qualche partita – appena sette – in qua e in là.
Il comunicato stampa di giovedì aveva reso note le designazioni: nove arbitri a Bra per la Coppa Italia 4 (Nabarro, Dal Mas, Macchi, D’Angelo) per la maschile e 5 per la femminile (Visconti, Mockaitytè, Bianchini, Amorosini, Colletta) poi diversamente mischiati – ma questo non è un problema – dall’umpire manager Borda, presente con il capo del gruppo Silingardi da Reggio e il sabato con la comitiva anche Fiorenza.
12 in totale, anzi 13 con il referente Valdinoci e anche Centini i quali poi hanno a lungo interagito con i DTC (Cocco, Moschella, Puglia) sulle molte variazioni d’orario. La maggior parte delle quali ricambiate o rientrate non senza polemiche da parte delle società.
Insomma una task force importante molto di più di quella politica presente solo con i due consiglieri impegnati con le proprie squadre.
Diversa la composizione degli ufficiali di gara fra Torino U14/M e Roma U14/F. In Piemonte i designati in partenza erano i DTC Genna, Pani e solo 4 arbitri (Collina, Martini, Secci, Capassi) a cui poi si sono aggiunti domenica Fazio e Sara Di Bella, giocatrice del CUS Torino (come Giulia Secci lo è dell’HC Pistoia), ma senza Capassi.
Più opportunamente a Roma erano 6 (Flamini, Acri, R. Mastrogiacomo, A. Manelli, Gamal, Cervini). Con tanto di umpire manager, Fazzi, in presenza e anche qui due DTC Rodo e Cherchi.
Così è successo che, contrariamente a Roma e come accade in ogni altra finale, le partite del sabato a Torino siano state dirette da un solo arbitro. Questa volta a reclamare le pari opportunità sono le squadre maschili. Un riequilibrio di presenze fra Torino e Bra è sembrato a molti più opportuno, ma così non è avvenuto.
Forse l’idea del boss del CNA era di offrire una prova muscolare ai vertici federali, che però se ne sono guardati bene dal farsi vedere a Bra, come del resto anche a Roma, dove i presenti erano il presidente dell’HCC Butterfly (Grossi) e uno degli organizzatori delle Tevere Eur (Corsi) solo incidentalmente consiglieri federali.
Zanirato (2); Poggipollini, Jaspal, Bandieramonte (2), Guadagnino, Miceli, Vitello, Falco, Zirretta, Bedendo, Faggion sono gli altri impiegati in giro per l’Italia nelle uniche 7 altre partite in programma che hanno completato il ristretto gruppo dei disponibili nel terzo fine settima di novembre.
C’è da dire che l’eroico Bandieramonte, malgrado la media età – il più giovane è il 40nne savonese Falco – superiore ai 55 anni, una gara a 11 l’ha fatta tutta da solo come i colleghi di Torino.
Che esiti ha dato lo sbandierato corso dei 25 giovani arbitri? I nostri stoici fischietti malgrado l’accorato grido di dolore urlato a Pisa dal presidente federale al momentaneo dimissionario Silingardi sul mancato ringiovanimento del settore sembrano dire “Je m’en fous”.
Insomma, la vecchia guardia, come quella napoloeonica, non molla e infischiandosene evoca Cambronne: “La Garde meurt mais ne se rend pas”. Epperò è grazie alla loro passione che le partite si giocano ancora.





