L’unico italiano a cui venne intitolato un trofeo che vide in 10 anni la presenza di 11 diverse nazionali e una targa di fair play alle società
Nella foto Mario Zovato
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Giovedì 9 aprile 1959 in una clinica romana morì ad appena 44 anni Mario Zovato. Arbitro dal 1937 a soli 22 anni, nel 1952 venne designato arbitro ufficiale alle Olimpiadi di Helsinki, nel 1955 ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona, nel 1957 entrò nella giunta esecutiva del Comitato Tecnico Arbitrale.
Dal 1952, dopo i giochi di Helsinki, al 1956 ricoprì la carica di commissario tecnico per la nazionale e poi fino al 1959 a fianco di Rex Norris. Venne sostituito da Gigetto Bolognesi.
Al Congresso della F.I.H.P. a Gardone Riviera nel 1952 venne eletto consigliere federale, rimase in carica fino al 1956.
La federazione internazionale sotto la presidenza del belga René Frank lo nominò membro del Comitato Tecnico Internazionale, dove portò la voce dell’hockey italiano e della sua indiscussa competenza.
Il CONI gli volle affidare l’incarico di fiduciario per l’hockey dell’organizzazione dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma.
Questo fu Mario Zovato romano di nascita e di formazione. Arbitro, tecnico e dirigente di primissimo piano, anche internazionale.
Si era diplomato ragioniere, non aveva mai giocato a hockey; durante la guerra, dal luglio al dicembre 1941, fece parte come bersagliere dell’ARMIR il corpo di spedizione italiano che si coprì di gloria in Russia.
La sua vita fu dedicata completamente, come arbitro, tecnico e dirigente all’indipendenza del pratismo italiano perorandone la causa anche a livello internazionale.
Tanto che l’allora Commissione nazione per l’hockey su prato gli volle dedicare un trofeo internazionale: Trofeo Zovato
La prima edizione si disputò immediatamente dopo la sua prematura dipartita dal 31 maggio al 2 giugno 1959 allo stadio dei Marmi a Roma con Belgio, Austria e Italia A e Italia B. Le successive edizioni si tenero a Rapallo (1961) come le stesse protagoniste; Macerata (1963) con Polonia, Francia, Spagna e Italia; Bologna (1965) con Svizzera e Cecoslovacchia, vinta dall’Italia; Torino (1966) con Belgio, Ungheria, Portogallo; Roma (1967) con Svizzera, Italia, Jugoslavia e Ungheria; Finale Ligure (1968) Germania Occidentale U23, Svizzera Ungheria, Italia.
In totale 11 diverse nazionali, oltre l’Italia per 7 edizioni dal 1959 al 1968 onorario la sua memoria.
Il CTA (comitato tecnico arbitrale) intestò a Mario Zovato una sorta di targa disciplina che andò alla Polisportiva Oratorio san Michele di Monfalcone (1961), al Convitto nazionale dei Roma (1963).





