Innovazione Storia

#50esimo INNOVAZIONE (5) LE REGOLE (3) NEL DOPOGUERRA CREBBE L’AREA E IL CORTO ARRIVÒ ALLE 25 YARD

Prima venne ufficializzato il vantaggio, introdotte nel regolamento le note per gli arbitri, meglio normate le interferenza sul bastone dell’avversario e la mano rimase l’unica parte del corpo con cui si poteva giocare la palla

Nella foto da Irish Hockey Archive, Irlanda – Olanda (1-0) del 1949, da allora il corto potè essere assegnato anche nelle 25 yard, ma per le donne l’area rimase di 15 yd di diametro sino al 1968 

_______________________________________

Dopo il triennio della rivoluzione regolamentare per quasi 30 anni il regolamento non venne toccato, salvo la regola del vantaggio nel 1927 – che come detto fu già anticipata nel 1900. Prima dei giochi di Berlino 1936, le note e suggerimenti per gli arbitri furono inclusi nel regolamento. Che successivamente divenne un’appendice intitolata “Consigli agli arbitri”.
Però solo nel 1938 fu esplicitamente  vietata qualsiasi forma di interferenza sul bastone dell’avversario, compreso l’aggancio, così come l’uso di qualsiasi parte del corpo, tranne la mano, per fermare la palla.

Dovette passare la guerra e buona pare del dopoguerra per arrivare a due sostanziali novità. L’estensione del corner corto alle 25 yard e l’ampliamento dell’area di tiro1.
Queste due regole portarono ad aumentare il numero dei gol. In buona sostanza le infrazioni deliberate, ovvero volontarie, commesse dai difendenti entro la zona delle 25 yard – quella che in Italia alcuni chiamano dei 22 metri – e l’invio intenzionale della palla oltre la propria linea di fondo  furono penalizzate da un tiro di angolo corto.
Inoltre il diametro del semicerchio dell’area di tiro, previsto sino dal 1886 si 15 yard  venne portato alle attuali 16 yard, ma per le donne questo accadde solo nel 1968.

  1. Hockey Evolution / Nissim Roger. Hong Kong: Association, 2004 – pag. 17 e 19 ↩︎
Tags

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore