Il castello di carte dell’accordo definito “storico”solo otto mesi fa sembra essere definitivamente crollato. Nonostante il comunicato del 26 marzo tenti di minimizzare, non bisogna scambiare la calma apparente con l’assenza di criticità.
Nella foto gli azzurri e lo staff continuano a sgobbare con impegno, ma l’ultima d’impegno ufficiale risale al 2 agosto, prima dell’annuncio storico!
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Aver legato il prestigioso brand FIH a un’azienda oggi definita dalla stessa Federazione “inaffidabile” configura un potenziale nocumento all’immagine federale. Sebbene sul piano civilistico sia complesso punire la sola inefficacia della due diligence, il tema si sposta sulla legittimità amministrativa. Sembrano infatti profilarsi possibili violazioni al D.Lgs. 33/2013, all’Art. 37 dello Statuto e all’Art. 1 comma 3 del Regolamento Amministrativo. Le conseguenze? Nell’ipotesi più estrema, lo spettro del commissariamento. Che sarebbe il terzo nel giro di un decennio, cosa che porrebbe la FIH in testa alla classifica negativa delle federazioni sportive nazionali del CON e delle beneficiate da Sport e salute.





