Meno 14 giorni alla presentazione a Torino della prima parte della trilogia che compone la storia dell’hockey, quella che dai primi del secolo – anche se la data di partenza è fissata nel 1936 – arriva sino al 1973. Presenti fra gli altri il presidente del CUS Torino Riccardo D’Elicio, l’arbitro olimpico Ermanno Silvano, l’ex vicepresidente FIH Roberto Polloni, l’ex CT azzurro Roberto Picco e tanti internazionali fra cui Giancarlo Caggiano
Nella foto l’invito ufficiale per la giornata di Torino
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Sì, propio la società della famiglia Agnelli. La squadra di hockey dell’allora Società Sportiva Juventus, nome italianizzato, prese parte al campionato 1942 grazie a un italo indiano che poi fondò la sezione hockey della Società Ginnastica Amsicora a Cagliari, che divenne la Juventus dell’hockey. La prima partita fu giocata al Filadelfia dopo il derby d’Italia con l’Ambrosiana (Inter) di fronte a 30.000 spettatori. Poi l’hockey piemontese rimase vivo a Novara e sorse a Moncalvo (AT) sino a quando un gruppo di studenti torinesi, con il sogno di Roma 1960, entrarono nel CUS Torino e da lì negli anni successivi arrivarono altre società e molti scudetti assoluti, femminili, giovanili e nell’hockey indoor.
Tutto ciò e molto altro, nell’ambito della storia nazionale, lo narra Renato Sirigu, il principale conoscitore e divulgatore di questa disciplina olimpica, nella prima parte della trilogia “Hockey – 90 Anni di storia” scritto da per la collana sportiva della casa editrice milanese Carabà editore.
Il volume – grazie al presidente del comitato regionale della FIH Oscar Serra – sarà presentato dopo i saluti del presidente del circolo della stampa Luca Borio, con l’introduzione del professor Luciano Cecca una delle più eminenti figuri dell’hockey italiano, co-fondatore della sezione hockey del CUS Torino, azzurro ed ex consigliere federale, lunedì 9 febbraio alle ore 18 presso il Circolo della Stampa in corso Giovanni Agnelli 45.
Questo lungo racconto si apre proprio a Torino nel 1844 anno che segna la nascita dello sort in Italia per volontà del re Carlo Alberto, poi l’autore spazia su tutto l’hockey italiano analizzandone non solo i risultati e i personaggi, ma i rapporti fra l’hockey e più in generale lo sport con la politica, i mass-media, l’università e le sue innovazioni sia nei materiali che nelle regole di gioco.
Un libro non solo per hockeisti che si può leggere come un libro-game cominciando dal capitolo che si preferisce per poi passare, con i vari richiami e rimandi, al resto della storia.





