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#storia LE REGIONI (68) PIEMONTE (11) MONCALVO: SECONDA IN REGIONE. SULLE ALPI: DA PEROSA ARGENTINA A VILLAR

Prima Novara nel 1936, estemporanea la parentesi Juventus a Torino nel 1942, l’hockey grazie al dottor Micco prese piede nel Monferrato nel 1948. Nelle Alpi Cozie invece ormai consolidata dal 1967 la cittadina di un altro futuro medico il nostro sport si estese al vicino comune più a valle

Nella foto L’Hockey Perosa, in maglia più scura era verde,  sul cespuglioso campo dell’Aeroporto di Genova  opposto in serie C al Genova HC nel 1971: tutti alla ricerca della pallina. A destra si riconosce Renzo Ribetto

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Nel 1948, Umberto Micco, un dottore in medicina tornato a Moncalvo, fondò l’Unione Sportiva Moncalvese Hockey. L’input dell’allora azzurro Micco proveniva dall’aver praticato ad alto livello l’hockey negli anni universitari a Genova, quando giocando con il GUF vinse lo scudetto del 1942, il penultimo prima della pausa bellica.
In quell’anno fece anche l’esordio in nazionale il 25 aprile 1942 a Roma nella vittoria (2-0) contro la Croazia, vestendo la prima delle tre maglie azzurre da “genovese” a cui ne seguirono altre 9 in biancorosso. Mentre, da giovanissimo allenatore guidò il GUF Genova femminile alla conquista – sempre nel 1942 – del primo scudetto rosa della storia dell’hockey italiano.
Fondazione nel 1948 ma, la squadra scese in campo nel 1950. La prima US Moncalvese  partecipò alla serie B e fu promossa l’anno seguente per restarci sino al 1956, salvo la pausa del 1954 subito riscattata dalla seconda promozione. Nel 1957 lo scioglimento quando la città di Moncalvo sospese l’hockey. Allora si giocava sul campo in Strada Casale ove oggi ha sede la Cantina Sociale Sette Colli. Alcuni superstiti nel 1958 si accasarono al CUS Torino, ma fu esperienza fugace. Solo uno Quirino si fermò anche nel 19591.

La ricomparsa avvenne fuori dai confini temporali di questi capitoli. Appena fuori, tanto che voglio darne un accenno. Era il marzo 1974 quando un gruppo di volonterosi riprese con Umberto Micco, che l’anno dopo vene eletto sindaco della città, e rifondò l’US Moncalvese con Mario Cerruti e altri reduci degli anni Cinquanta.
Temporaneamente si giocò sul campo presso il bar Livio, un terreno polveroso d’altri tempi, in attesa del bell’impianto, prima in erba naturale, in località La Valletta. Le prime sfide furono tutte fuori casa: a Bra contro l’HF Lorenzoni femminile, poi a Savona contro il Liguria di Carlo Colla e sul campo dell’Aeroporto contro la juniores del Genova HC, allora Libertas Genova HC.

Avevo lasciato la Val Chisone nell’anno 1970. Da Perosa Argentina l’hockey si allargò a Villar Perosa. In modo curioso come racconta l’ex azzurro indoor e consigliere federale Daniele Ribetto: “Fummo reclutati  sul pullman, che da Torino via Pinerolo risale a Perosa, da Carlo  Bagliani allora studente in medicina nel capoluogo. Ci «adescò» e ci convinse subito, prese i nostri nomi: il mio, di Gianoglio, De Gano compagni di classe in prima liceo a Pinerolo e di altri coetanei del 1953 come Renzo Ribetto, Gianfranco Bleynat, Piero Dongu tutti compagni di scuola. L’unico 1952 era Gianfranco Ribetto. Facemmo subito una squadra a Villar, perchè come ci consigliò Bagliani era opportuno sfruttare la rivalità e poi loro erano già in molti”.
Uno di loro, Federico Cramer di Villar, giocava già con il Perosa perchè amico e di Carlo e frequentante come lui dell’oratorio dei salesiani più a monte. Roberto De Gano suo compagno di classe ascrive proprio a lui il merito di aver convinto i giovani villaresi a intraprendere la via dell’hockey.
La nuova squadra allievi, sempre sotto le vesti dell’Hockey Perosa, si presentò immediatamente come team B nella stagione 1969 e tre dei suoi ragazzi, il portiere Massimo Zampieri, Bleynat e Degano furono integrati assieme a Cramer nella squadra finalista che giunse seconda alla fase nazionale. Malgrado i villaresi fossero partiti con un paio di anni di ritardo nelle sfide valligiane ottennero due pareggi, e la seconda giocata in casa vide l’esordio del torinese e futuro arbitro internazionale Arnaldo Mirabelli.
Il gruppo ancora tutto unito partecipò alla serie C 1970 e 1971, quando ottenne la promozione in serie B nella finale di Bologna, giocando sul campo di Perosa ma, già nel 1971cominciò a disputare le proprie gare sul campo di allenamento della Juventus, dove gli appendini negli spogliatoi erano segnati con nome e cognome dei campioni bianconeri dell’epoca: Zoff, Bettega, Capello, Causio e anche altri com Cuccureddu e Longobucco. In quell’anno ci fu un tentativo di formare la femminile, ma senza esito apprezzabile, si dovette attendere sino al 1978 per avere la prima formazione in rosa della valle.

Forse fu la questa contiguità con i campioni bianconeri del calcio che uno dei primi adepti di Carlo Bagliani il piccolo Gegè Heritier, di Perosa, venne subito selezionato per la nazionale U18 che a Pasqua 1972 giocò un torneo contro club belgi sul campo dell’Uccle Sport.
La seconda fase nazionale per Perosa arrivò ancora con gli U16 nel 1971 a Valeggio sul Mincio nella Final4 vinta dai locali che poi rientrarono tutti all’Hockey Villafranca. Risultato quasi ribadito l’anno seguente quando l’Hockey Perosa si qualificò ancora nel campionato allievi giungendo quinto e ultimo ma strappando due pareggi 1-1 ai al Centro CONI Padova e 0-0 all’Amsicora Cagliari rispettivamente terza e quarta classificate.
La prima squadra, nel 1972 ancora Hockey Perosa Argentina fu sesta nel girone A di serie B. Nel 1973 avvenne la fusione fra Hockey Perosa Argentina e il non ancora affiliato HP Villar Perosa – sancita poi dalla presidenza di Pier Cesare Moreno che subentrò a Carlo Bagliani, succeduto al padre Filippo – e soppiantò la società madre.

Intanto l’Hockey Prato – dizione questa mantenuta anche dall’attuale HP Valchisone – Villar Perosa mise in campo ragazzi che poi cresciuti molto più avanti approdarono alla nazionale A come il capitano Ennio Libralon e il portiere Mario Rinaldi, a quella indoor Daniele Ribetto agli europei assoluti del 1984 con Libralon e alle giovanili con Cramer ai primi europei juniores non ancora ufficiali. La seconda infornata portò all’hockey oltre Libralon e Rinaldi, Sergio Lerda – azzurro giovanile anche lui ma alle eliminatorie di Santa Vittoria d’Alba – fratello di Adriana che più avanti fu la prima stabile ragazza dell’hockey femminile in valle. 

La curiosità e che non venne mai giocato un solo derby fra Hockey Perosa e HP Villar Perosa, tranne i due fra gli allievi A e B dello stesso Perosa. La formazione di Villar con il proprio nome non ebbe mai accesso, in quegli anni, a una finale giovanile malgrado la qualità dei suoi elementi. Fra questi Sandro Michellonet scomparso a 16 anni proprio nel 1973, a cui dal 1974 venne dedicato un importante e longevo torneo.  Senza ansie e senza fretta si stava costruendo l’esplosione che avvenne dal 1977 in poi.

  1. Quirino e Debernardi con 5 presenze in campionato su 6 partite, Cerruti 3, Sepia e Tos ↩︎
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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore