Albori Storia

#storia ALBORI (8) LE LOTTE ALL’INTERNO DEL PATTINAGGIO – IL PERCORSO VERSO LA LIBERAZIONE

A guidarlo fu un ex repubblichino Giovanni Battista, detto Gianni, Brinchi Giusti. Prima e dopo di lui si spesero altri due romani Mario Zovato e Antonio Triglia

Nella foto Antonio Triglia anello di congiunzione fra gli albori e la nascita della FIHSP 

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Il congresso della F.I.H.P. a Gardone Riviera nel 1952 idee per la prima volta l’elezione di un consigliere federale di provenienza dalla “branca del prato”. Il romano Mario Zovato, che non giocò mai a hockey ma fu personaggi odi primissimo piano cominciando come arbitro già nel 1937 (NOTA link a Mario Zovato), sedette in consiglio federale sino al 1956.
Fu lui  – che era anche sovrintendente per il prato – a confezionare la “beffa” all’Amsicora che porta il suo nome con l’istituzione della formula di campionato che previde la serie A: girone unico a 8 squadre con incontri di andata e ritorno, con l’esclusione consenziente dai sardi campioni d’Italia in carica. 

Proprio nell’ultimo biennio del consigliere Zovato i pratisti alzarono di nuovo la voce, prima con il bolognese Luciano Magagnoli poi con il cagliaritano Nené Figus con proposte concrete anche se no univoche si riforma, innovazione e sostegno all’attività agonistica e di promozione. Tutti discorsi inascoltati. Come era accaduto al IX congresso FIHP Viareggio del 26-27 febbraio 1955 visti i numeri della “branca prato” rispetto al totale di 260 società: appena 33 di cui solo 21 effettive1.
Dopo tanto penare e tanto lottare finalmente nel 1957, all’assemblea di Spoleto, durata ben 20 ore, i pratisti riuscirono ad ottenere la prima commissione autonoma per l’hockey su prato (CNHSP) e lo fu sino al 1960 quando con un nuovo schiaffo la FIHP sciolse la CNHSP e l’hockey rientrò con le pive nel sacco nella federpattinaggio, perdendo sul poco di autonomia che aveva vissuto per un quadriennio. A presiedere la commissione fu richiamato in servizio Gianni Brinchi Giusti. Un veterano del prato, già presidente nel 1941 della FIOP (la O stava per Ochei) e confermato nel 1944 durante la repubblica sociale (RSI) con il segretario Marcello Fabiani che fu anche segretario generale del CONI sotto la repubblica prima di optare per la carica di questore di Bologna nell’anno più buio della guerra civile. Gli altri componenti eletti furono il romano Mario Libotte, il maceratese Paolo Perugini il bolognese Franco Verardi e Sergio Baroni che assunse la carica di segretario della CNHSP.
Brinchi Giusti nel 1958 entrò, primo italiano, nel board della federazione internazionale (FIH) e ci restò sino al 1968, quando venne nominato membro d’onore. Nel lasso di tempo in cui esistette la CNHSP le società raddoppiarono da 24 a 44 come i tesserati da 581 a 1098.
Fra i giochi di Roma e quel idi Tokyo il “prato” ebbe solo una commissione tecnica, senza valenza politica politica e tanto meno autonomia presieduta dal maceratese Paolo Perugini. Gli altri due membri furono  Giorgio Arnaldi, che da lì divenne CT della nazionale succedendo al suo allenatore nel GUF e Genova HC Gigetto Bolognesi e il romano Guaitini. Mentre era tutta bolognese la commissione gare, che poi si chiamò COG infine SAN, composta da Albino Pasotto, Giovanni Minghini e Franco Verardi.

L’accelerazione al processo di secessione fu data dal congresso della federazione internazionale svoltosi nel 1966 al Cairo, dove le associazioni nazionali approvarono il nuovo statuto in cui ribadirono che l’adesione alla Federazione Internazionale Hockey fosse condizionata dall’appartenenza unilaterale, ovvero la gestione delle associazioni aderenti alla FIH doveva riguardare, e deve essere ancora così, il solo hockey.
A questo si aggiunse la maggiore disponibilità della presidenza Mariggi, in carica dal1965 dopo i giochi di Tokyo. CONI e FIHP presero atto del nuovo statuto internazionale della FIH e decisero di ricostruire una commissione per il prato che prese il nome di CIHsP, successivamente modificato in CIHP. La commissione fu istituita nel 1967 con alla testa i romani Antonio Triglia presidente e Sergio Corbò segretario generale.
L’ufficialità fu riconosciuta dalla XVII assemblea generale della FIHP di Venezia nel 1969 e confermata dal congresso di Vietri sul Mare nel 1971 dove si avviò il percorso definitivo. Antonio Triglia stimato dal presidente internazionale René Frank, come Brinchi Giusti, ebbe parte importante nella risoluzione positiva dell’indipendenza e lavorò con caparbietà ed efficacia ottenendo già a Venezia  che i membri della CIHP venissero portati da sei a otto dando più rappresentanza agli hockeisti italiani. 

  1. Queste le società che risultarono affiliate alla FIHP con diritto di voto: US Moncalvese, Forza e Costanza Brescia, CUS Genova, Genova Hockey Club, Bernini Savona, CUS Padova, CUS Trieste, Itala Trieste, Hockey Club Trieste, Polisportiva Trieste, Labor, CUS Bologna, CUS Ferrara, CUS Pisa, CG maceratese, Previdenza sociale, Convitto nazionale, US San Gabriele, Rugby Roma, CUS Roma, SG Amsicora. Più altre 12 che nominalmente erano iscritte anche come prato, però non  fecero mai hockey: Circolo velocipedistico alessandrino, Lowenthal sport Milano, HC Old Blue Arcore, US San Vittore Olona Skating club Venezia San Marco (il cui presidente Mario Lagomarsino nel 1955 si rivolse pesantemente agli hockeisti genovesi con un linguaggio da querela), Polisportiva Goriziana, Polisportiva Crevalcorese, Gruppo sportivo PTT Roma, AS Roma, DL ferroviario Pescara, Circolo universitario Fiamma Avezzano, AS Savoia Taranto ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore