La finale olimpica di Londra 1948 non finì 4-3 ma 4-0 per l’India. Che si aggiudicò la sua quarta medaglia d’oro delle sei consecutive che portò a New Delhi tra il 1928 e il 1956, ma fu la prima con la sua bandiera nazionale sul pennone più alto del podio olimpico. Il trailer che gira su Facebook è tratto da un celebre film indiano, ma molto romanzato
Nelle foto il gol del 3-0 al 55’ il secondo d Balbir Singh e qui sotto quella del quarto dell’altro sikh Tarlochan Singh che smentiscono la finzione scenica della squadra indiana tutta a piedi scalzi. In fondo alla news una gallery tratta dal film Gold

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Da circa due settimane gira un bellissimo ed emozionante trailer tratto dal film Gold del 2018 diretto da Reema Kagti sulla finale olimpica vinta nel 1948 a Londra dalla squadra indiana. Negli ultimi giorni molti hockeisti italiani hanno condiviso il link che rimanda al file presente su Telegram, mentre il film integrale è disponibile solo su Amazon Prime. La cosa che mi preme sottolineare, per non ingenerare confusioni e tramutare una bellissima fiction in un fatto storicamente avvenuto, è che l’India – da poco indipendente dal Regno Unito – vinse sì la finale olimpica di Londra 1948 ma il punteggio non fu quell’emozionante 4-3 in rimonta che propone la fiction, bensì un più rotondo e pesante per i padroni di casa 4-0.
Toccante, ma altrettanto bugiardo, anche se di grande effetto scenico, il momento in cui comincia a piovere e il coach1 richiama velocemente i suoi in panchina e gli fa togliere scarpe e calzettoni proseguendo così scalzi perché le suole sull’erba bagnata non avevano tenuta, a quel punto gli indiani sotto nel risultato cominciano a volare letteralmente e rimontano il punteggio.
La verità storica racconta tutt’altro. Gli indiani arrivarono a Londra in aereo estremamente preparati grazie alla sponsorizzazione del presidente Mr. Naval Tata 2, quello della celebre industria multinazionale, che si assunse tutte le spese del viaggio e della preparazione – che avvenne a Bombay – per sopperire al forfait di alcuni campioni del 1936 che avevano scelto il Pakistan. L’India, che aveva patito il terreno pesante dei campi inglesi, nella finale di Wembley indossò scarpini dotati di tacchetti che migliorarono la loro presa sul prato naturale. Oltretutto, nella realtà storica quella partita non fu mai realmente in competizione, grazie alla superba prestazione del giovane quasi esordiente Balbir Singh Dosanjh3 – nel film il suo personaggio si chiama Himmat Singh – l’India vinse con estrema facilità come molti degli altri incontri di quella Olimpiade che seguì i successi ottenuti nel 1928 nel 1932 nel 1936 mentre come sapete tutti nel 1940 e nel 1944, le due olimpiadi previste a Tokyo e a Roma non si tennero per il perdurare della guerra mondiale.
- Nel film il personaggio si chiama Tapan Das, ma è ispirato al capitano Kishan Lal che non era bengali come nel film, ma della città di Mhow nel Madhya Pradesh e soprattuto non era l’allenatore ma l’ala destra della squadra e all’epoca aveva 31 anni ↩︎
- Allora e sino al 1956 presidente dell’India Hockey Council, l’attuale Hockey India ↩︎
- Il più grande giocatore indiano di tutti i tempi con Dyhan Chand che poi ebbe una carriera con 61 presenze e 246 gol con una media di 4 a partita, 3 ori olimpici e un argento in chiusura di carriera nel 1958 agli Asian Games primi dell’hockey, a Londra giocò appena 2partite , fra cui la finale, partite segnando 8 gol ↩︎











