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#50esimo NAZIONALE (22): 1995-96 UN BIENNIO FRA ALTI E BASSI CHE CI RICACCIÒ FUORI DAI GIRI EUROPEI E MONDIALI 

La Federhockey di Sergio Melai si impegnò moltissimo facendo giocare gli azzurri il doppio nella metà del tempo di quello che è accaduto tra l’estate 2022 e oggi. Anche contro avversari di altissimo livello come Australia, India,  Gran Bretagna, Corea, Canada, Belgio e moltissimo in Italia fra Cagliari 12 volte e Roma 3.  

Nella foto la copertina dell’opuscolo stampato a cagliari per il Sardinia International Tournament con il capitano Roberto Giuliani in evidenza 

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La nostra storia degli azzurri dell’hockey ormai è arrivata ad appena 30 anni da oggi. L’arco temporale del percorso cominciato raccontando quel lontano 1939 sfiora i due terzi del percorso.
Il biennio 1994-95 fu uno dei più fecondi per numero di gare giocare e per alcuni risultati positivi. Però come sempre anche nelle situazioni più favorevoli l’Italia dell’hockey cadde alla soglia dell’ultimo traguardo, che fra le altre cose è quasi sempre intermedio. Accadde anche allora.
Sergio Melai confermò la coppia Roberto Carta allenatore spalleggiato nominalmente dal DT Enzo Corso, ma di fatto affiancato sempre dal TM Mario Steffenel e dal motivatore Carl Ward. Furono 25 le partite disputate: 9 in trasferta  3 in coppa Alpi a Vienna e 6 nelle isole britanniche. Il resto in casa fra Roma (3 in Coppa Alpi) e 12 a Cagliari fra Sardina Cup e preliminari di Coppa del Mondo. Il bilancio fu di 9 vittorie (4 in trasferta)  4 pareggi (2 in casa) e 12 sconfitte (8 in Italia). Però va detto che fra le avversarie ci furono Australia, Belgio, Canada (2 volte), Corea, Gran Bretagna, India, Irlanda (2), Kenya tutte formazioni di rango olimpico e le buone  Austria (2), Bangla Desh, Cechia,  Galles (2), Francia, Polonia, Scozia (2), Svizzera (3) – che ci batté tre volte – e USA. L’unica formazione di basso rango affrontata fu la Croazia. 

Salvo il quadrangolare in Irlanda e il triangolare a Londra, entrambi amichevoli, furono tutti tornei con i crismi dell’ufficialità agonistica. Due coppe delle Alpi, entrambe concluse al secondo posto dietro gli elvetici. Il Sardinia International Tournament e e i preliminari della 9^ Coppa del Mondo qualificazione per la Coppa intercontinentale 1997 di Kuala Lumpur dove si sarebbe dovuto cogliere il passaporto per la World Cup che si tenne poi nel 1998 a Utrecht.
Detto dei due quadrangolari Coppe delle Alpi con il doppio successo sull’Austria  (3-1; 3-0) quello sulla Croazia e il pareggio con la Cechia – risultarti inficiati dalla due sconfitte con la Svizzera – andarono benino, ma non troppo le due avventure nelle isole britanniche. A Dublino il pareggio finale con il Canada temperò la delusione per le due sconfitte con Belgio e quella più netta con l’Irlanda (0-4) con in campo 12 dei 16 futuri sfortunati protagonisti dei preliminari mondiali. Quattro di loro saranno giubilati fra Dublino e Cagliari 1996: Beretta (Cernusco); Dubois, Mudu (Amsicora), De Vincentis (Lazio). Mudu e il laziale dopo l’Irlanda non trovarono più spazi azzurri in quel biennio.
Decisamente meglio andò l’anno dopo a Londra. La Gran Bretagna  in partenza per i giochi di Atlanta ci asfaltò, ma l’Italia tutt’altro che di … carta si rifece con Scozia e Galles, seppure prive di alcuni titolari arruolati fra gli olimpici. Scozia poi ancora battuta nei preliminari del 1996. 

Vengo ai due tornei di Cagliari. Il Sardinia Tournament fu il torneo tecnicamente più sontuoso mai organizzato  della Federhockey. Australia, India, Corea terza, quinta e ottava in Coppa del Mondo 1994 e alle olimpiadi nel 1996 con l’inversione al quinto posto fra India e Corea. Il Canada finalista a Pan American Games del 1991, 1995, campione nel 1999 e la Francia sesta agli europei del 1991 e reduce da quelli del 1995. Ebbene gli azzurri pareggiarono con la Francia e ressero con passivi accettabili dai 2 ai 4 gol con le altre super avversarie. Anche qui il turn-over con i preliminari fu contenuto come neo post Dublino. Saltarono definitivamente Beretta, Dubois e l’innesto di Leone e il recupero di Biasetton.
Non si può quindi dire che la squadra arrivasse impreparata all’appuntamento clou del ciclo olimpico 1993-19961. Ovvero il tentativo di qualificarsi per Utrecht 1998, dovendo prima passare per l’International Cup di Kuala Lumpur 1997. Carta e Ward si limitarono a pochissimi innesti in quel biennio: il più stabile fu quello di Faggian, importanti anche gli esordi di Giampaolo Lanzano e Leone, mentre il giovanissimo amsicorino Pompei collezionò appena due presenze una meno del coetaneo urese e poi compagno di squadra Mauro Zedda (1977).
La rosa aveva trovato la sua stabilità, infatti nel periodo si avvicendarono appena 26 atleti – 9 romani, 8 sardi e altrettanti del Nord Italia più l’oriundo Damian Angiò –  di questi 14 di loro con più di 15 presenze. Una difesa quasi sempre basata su Manzoni, Dallari, Roberto Giuliani, Alessandro Pastori e il portiere Ghirardi recuperato dopo la parentesi di Ragni. Che però subì sempre gol tranne tre partite con un passivo di 61 reti. La mediana fu imperniata sulla coppia Raggio – Bertini. In attacco al sempre presente Sbacchi (3 gol) si affiancarono i giovani Cirilli (capocannoniere del periodo con 14 gol) e Massimo Lanzano (2), che avevano esordito nel biennio precedente. Secondo marcatore di quei due anni fu Alessio Raggio con 5 reti. I 41 gol segnati non compensarono quelli subiti dando luogo auna differenza reti negativa di -20.

Purtroppo, nei preliminari mondiali di Cagliari, primo di due passaggi per la qualificazione ad Utrecht 1998,  le cose si misero male sino da subito. Nell’ultimo incontro della giornata inaugurale di fronte a una folla imponente, per l’hockey di allora che già non era più pari ai pubblici dei decenni precedenti, poco dopo le 16,30 gli azzurri si portarono sul 2-0 con i gol di Massimo Lanzano e Faggian, però i bengalesi accorciarono su corto prima del riposo. Gli azzurri al 44’ risposero con Cirilli al pareggio del capitano Sadek che avvenne ancora su corto. Gli asiatici però non si fermavano mai di correre e nel giro di otto minuti, fra il 53’ e e il 61’, ribaltarono il punteggio con la doppietta di Rafiqul Islam Kamal. L’Italia riprese fiato e speranze il giorno dopo andando in vantaggio 3-0 sul Kenya, che segnò solo al 69’, grazie alla doppietta di Cirilli inframezzata dal gol di Alessandro Pastori. Era  un ottimo Kenya con giocatori come Cliff Odendo, Senge Mesach, Ochieng Moses Aura che trovarono poi spazio e gloria nel nostro campionato. Come loro poi furono molti fra egiziani, polacchi, kazaki, svizzeri, neozelandesi a scegliere i club italiani o come i polacchi Szmidt e Podozrski ad averli già scelti. Fatale per il percorso verso Kuala Lumpur poi si rivelò il pareggio polacco segnato da Wybieralsky2 nella ripresa dopo una dozzina di minuti in risposta al vantaggio iniziale di Manzoni (36’) in uno dei suoi rari gol azzurri3 (nota ).  

A poco valsero i successivi successi su USA e Scozia, il secondo nel giro di tre mesi, perchè l’Irlanda ci superò e vinse il girone a punteggio pieno davanti ai polacchi che non avevano perso altri punti. L’Italia nella classificazione per il quinto posto poi batté il Galles ma venne sconfitta, per la terza volta nel biennio, dalla Svizzera e chiuse così con un deludente sesto posto, guardando partire da Cagliari Nuova Zelanda, Canada e Polonia con destinazione intermedia Kuala Lumpur da dove  tutte e tre approdarono alla World Cup di Utrecht 1998.

TUTTI I RISULTATI E I MARCATORI AZZURRI DEL BIENNIO 1995 – 1996

TORNEO E SEDEDATAPARTITARISULTATOMARCATORI ITALIA
COPPA DELE ALPI9/6/95ITALIA – AUSTRIA3-1Dallari, Beretta, Cirilli
Vienna10/6/95ITALIA – CROAZIA3-2Cirilli, Delle Monache, Sbacchi
10/6/95ITALIA -SVIZZERA0-1
INTERNATIONAL TOURNAMENT28/7/95ITALIA – BELGIO0-2
Dublino29/7/95ITALIA – IRLANDA0-4
30/7/95ITALIA – CANADA2-2Dubois, S. Pucci 
SARDINIA INTERCONTINENTAL CUP10/9/95ITALIA – INDIA0-3
Cagliari12/9/95ITALIA – CANADA2-4S. Pucci, Cirilli
13/9/95ITALIA – COREA3-7Cirilli (2), Raggio
15/9/95ITALIA – FRANCIA3-3Sbacchi, Leone, Beretta
16/9/95ITALIA – AUSTRALIA0-4
COPPA DELEL ALPI27/6/96ITALIA – AUSTRIA3-0Cirilli, Raggio, Delle Monache
Roma29/6/96ITALIA – CECHIA1-1Raggio
30/6/96ITALIA – SVIZZERA0-3
QUATTRO NAZIONI
Londra5/7/96ITALIA – GRAN BRETAGNA1-7Cirilli
6/7/96ITALIA – SCOZIA2-1Sbacchi, Cirilli
7/7/96 ITALIA – GALLES2-0Raggio, Cirilli
PRELIMINARY WORLD CUP29/9/96ITALIA – BANGLADESH3-4M. Lanzano, Faggian, Cirilli
Cagliari30/9/96 ITALIA – KENIA3-1Cirilli (2), Pepe
2/10/96ITALIA – POLONIA1-1Manzoni
4/10/96ITALIA – U.S.A3-2Farci, Manzoni, GP.  Lanzano
6/10/96ITALIA -SCOZIA 1-0M. Lanzano
8/10/96ITALIA – IRLANDA1-3GP. Lanzano
10/10/96ITALIA – GALLES2-1Raggio, Cirilli
11/10/96ITALIA – SVIZZERA2-4Dallari, Cirilli

Presenze nel biennio 1995-1996
25 Dallari, Manzoni, Sbacchi; 24 Bertini; 23 Raggio; 22 Cirilli, Ghirardi e R. Giuliani; 21 Pastori; 18 M. Lanzano; 17 Delle Monache e GP. Lanzano, 15 Faggian e Leone; 13 Angiò; 11 Dubois, 10 Beretta e A. Farci; 9 Biasetton; 8 S. Pucci; 6 Pepe e Silenzi 3 De Vincentis, Mudu e Zedda; 2 Pompei
Marcatori nel biennio 1995-1996
14 Cirilli 5 Raggio, 3 Sbacchi, 2 Beretta, Dallari, Delle Monache, Faggian, GP Lanzano, M. Lanzano, Manzoni; 1 Dubois, Farci, Leone, Pepe, Pucci. 

  1. 25 partite in un biennio sono più del doppio delle 12 giocate dagli azzurri dall’autunno 2022 ad oggi ↩︎
  2. Krzysztof Wibierlaski allora attaccante del KS Pocztowiec appartiene a una delle più importanti dinastie dell’hockey polacco che spazia dal padre Jozef presente ai giochi del 1972 allo zio Jerzy semifinalista a Mosca 1980 al fratello Łukasz presente ai giochi del 2000 e alla cugina Agata notissima in Italia per le sue molte presenze con l’Italrosa ↩︎
  3. Furono 4 in tutto, il secondo agli USA sempre in quei preliminari e poi la doppietta alla Croazia (5-4) nel 1997 nel Memorial Edoardo De Vecchi a Trieste, in un triangolare con la Slovenia ↩︎

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore