Regioni Storia

#storia LE REGIONI (51) EMILIA (5) IL CUS BOLOGNA PORTÒ IL SECONDO SCUDETTO IN CITTÀ E DUE UNIVERSITARI

Fra il 1954 e il 1960 ancora presente Magagnoli, emersero Minghini, Verardi, poi Pagni e Montuschi, ma nessun bolognese vestì la maglia azzurra. Le squadre attive furono oltre il CUS il CUS Ferrara, Polisportiva Labor Bologna, saltuariamente altre due bolognesi (HC e DC) e nacque la Polisportiva  Pontevecchio 

Nella foto la formazione del CUS Bologna campione d’Italia 1955

____________________________________________________

Lasciato nell’ultimo capitolo emiliano il 1953, il 1954 si aprì a Bologna sul campo del Velodromo il 28 febbraio con la finale di Coppa di Autunno che vide il successo del Circolo Goliardico di  Macerata sul CUS Genova.
Quell’anno poi il campionato di serie A passò al girone unico a 8 squadre con incontri di andata e ritorno, con la partecipazione di 4 CUS di cui due emiliani: Bologna e Ferrara. Nel 1955, il campionato subì una nuova rivoluzione, tornata in lizza l’Amsicora dopo l’anno di sosta forzata, furono introdotti di nuovo i gironi. Furono 6. il CUS Bologna partecipò con due formazioni: il team B con Labor Bologna venne eliminato nel gruppo B dal CG Macerata, mentre la squadra A inserita nel girone D ebbe accesso alla doppia gara di semifinale dopo aver eliminato CUS Ferrara, CUS Padova, Forza e Costanza Brescia. Avversaria l’Amsicora Cagliari superata due volte per 1-0. 

Il CUS Genova si presentò per difendere il titolo ma accadde un fatto imprevisto. La partita fra CUS Genova e CG Macerata vinta dai genovesi fu fatta ripetere per errore tecnico e la seconda finì 0-0 consegnando così lo scudetto al CUS Bologna con cui aveva già pareggiato (0-0) mentre i goliardi dell’Alma Mater avevano prevalso 2-0 sui marchigiani riportando così lo scudetto sotto le due torri dopo il primo conquistato nel 1946 dall’HC Bologna.
Questa la formazione felsinea: Politi; Melloni, Minghini; Verardi, Natali, Mazzoli, Magagnoli, Ravioli, Rossi, Masetti, Bennati. Ritroviamo in questa squadra ancora Magagnoli già campione nel 1946 e presente con i Dipendenti Comunali a partire almeno dal 1941 tra gli altri protagonisti il portiere Gianni Politi quasi imbattuto nella stagione e perlomeno nelle ultime 4 partite, Natali, Bennati e il giovane presidente Minghini e il futuro dirigente federale Franco Verardi.

L’anno successivo il CUS Bologna non riuscì a difendere il titolo eliminato dall’Amsicora nella doppia semifinale, malgrado le due partite finissero sia a Cagliari che a Bologna 0-0, perchè allora a regolamento in caso di parità si conteggiavano i corner corti e l’Amsicora ne tirò 6 contro 3. Non era andato meglio nei campionati universitari solo terzo dietro a Cagliari e Pisa, con l’altra emiliana il CUS Ferrara sesta e ultima. 
Anche nel 1957 la regione mantenne 4 squadre nel campionato, ancora a serie unica: CUS Bologna A, CUS Bologna B, CUS Ferrara, Labor Bologna, ma nella fase finale giocata ancora Bologna dal 28 al 30 giugno e vinta dal Genova HC su Amsicora, INPS Roma e US Triestina,  nessuna di loro fu presente.  Non andò meglio nel 1958, il CUS Bologna vinse il suo girone davanti a CUS Padova, CUS Ferrara e Labor Bologna, poi superò nei quarti (1-0; 7-0) la Polisportiva Trieste. Non così con il  CUS Pisa — che poi fu quarto nella finale di Rimini dietro Amsicora, Genova HC e CG Macerata – che lo elimino (1-0)  il 18 maggio nella partita di semifinale. 
Il CUS Bologna presentò solo una formazione come Labor e CUS Ferrara, che invece nel 1957 ne aveva schierato due. Tornarono in scena i DC (dipendenti comunali) con una squadra  che si iscrisse al campionato juniores, con CUS Bologna, la rodigina Hockey Folgore la Polisportiva Pontevecchio che si classificò per la finale nazionale vinta dal Convitto Nazionale di Roma.  

Il decennio si chiuse con il CUS Bologna ancora una volta in finale scudetto e l’Emilia in crescita di squadre. Il CUS, in cui si era affacciato anche il giovane Pagni poi deus ex machina per decenni nell’hockey petroniano, venne inserito nel girone E con CUS Padova, Milan e Redentor Este. Altre tre emiliane CUS Ferrara, Labor e il redivivo HC Bologna nel girone D con Maceratese (ex CG). Il CUS Bologna si impose nella suo girone di semifinale a punteggio pieno davanti al CUS Genova al CUS Trieste e al Bernini Savona, ma nella finale di Pisa (27-29 giugno) ottenne solo un punto (0-0) con la SG Amsicora perdendo dal Genova HC (0-3) che vinse il suo ultimo scudetto e dall’emergente Convitto nazionale Roma (0-2).

In quegli anni il CUS Bologna si distinse anche nei CNU, i campionati universitari, dopo il citato terzo posto del 1956, fu quarto nel 1958, ancora per un corner corto in meno, quella volta rispetto al CUS Pisa; poi vinse le edizioni, entrambe casalinghe, del 1959 davanti al CUS Trieste e del 1960 assegnata a Rimini, ma l’hockey venne ospitato all’Antistadio di Bologna. II CUS Bologna trionfò imbattuto davanti a CUS Trieste CUS Torino, CUS Pisa, CUS Ferrara e CUS Genova. Sempre nel 1960 fu la Polisportiva Labor che fece meglio di tutte le emiliane arrivando terza dietro Genova HC (0-1), CUS Padova (0-1) e davanti alla Polisportiva Trieste (2-0) nel girone di semifinale del campionato. 

Oltre Pagni, alla fine di quel decennio si affacciava all’hockey, nelle fila del CUS Bologna per poi passare alla Labor,  il giovane Roberto Montuschi, che poi giocò anche nel Pallavicini e divenne giornalista a Stadio, di cui fu a lungo corrispondente da Madrid. Una delle grandi figure dell’hockey italiano oggi del tutto dimenticate. 

______________________________________

Già pubblicati
#50esimo Le regioni (48) Emilia (4) Quando al CUS Ferrara i medici giocarono contro gli ingegneri
#50esimo Le regioni (35) Emilia (3) Un dopoguerra subito bagnato dallo scudetto
#50esimo Le regioni (26) Emilia (2) Albino Pasotto fu il primo azzurro bolognese ma fu Modena a sfiorare lo scudetto
#50esimo Le regioni (25) Emilia (1) Bologna e Ferrara subito al via 

Tags

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore