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#campionati COPPA ITALIA/F FINITA IERI L’AVVENTURA DELL’HPF VALCHISONE   

Con il recupero di Moncalvo dopo sei partite in 70 giorni si è conclusa la stagione autunnale all’aperto della squadra di Villa Perosa     

Nella foto  la squadra valligiana che ha affrontato il round 1 di Coppa Italia giocando contro HF Lorenzoni, Torino Universitaria (élite) e US Moncalvese (A1)

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Martina Rostagno una delle anime della società del presidente Cavallo non solo giocatrice, ma ricopre anche il ruolo importante per la sua comunità di assessore del comune di Villar Perosa. Però oggi con lei pariamo di hockey giocato.

– L’HPF Valchisone a differenza di altre società che hanno rinunciato per i grossi dislivelli che questa formula offre ha scelto di affrontarli, come mai?
Diciamo che per noi la coppa è sempre complicata perché vai a affrontare squadre decisamente più forti che comunque giocano in una due categorie sopra. Inoltre siamo partite a inizio stagione che eravamo di più e più alcune hanno deciso di non continuare”. 

– Alla fine come è andata?
La mancanza di maturità forse e di fiducia nelle proprie capacità fa sì che ci scoraggiamo troppo e non lottiamo abbastanza. Sicuramente in questi primi mesi abbiamo fatto un cambiamento enorme grazie alla nuova allenatrice Celli”

– Nelle ultime due gare avete affrontato l’avversario meno ostico ma pur sempre di categoria superiore.
La prima partita all’inizio era andata molto bene – continua Martina Rostagno –  poi c’è stato il calo di cui ho detto. Nella seconda purtroppo il risultato non rende perché è finita 4-0 per la Moncalvese. Ma decisamente c’è stato un altro atteggiamento da parte nostra, abbiamo giocato bene loro comunque sono una squadra di A1 e hanno un paio di argentine proprio brave e veloci. Abbiamo avuto alcune occasioni in attacco che però non siamo riuscite a finalizzare perché ci mancano ancora gli strumenti. Comunque nel complesso non abbiamo mai mollato e siamo andate su ogni palla quindi siamo comunque soddisfatte anche perché eravamo contate e non abbiamo mollato”.

– Ora cosa ti aspetti?
Il gruppo c’è e speriamo di poter far bene da marzo, poi avremo ancora una lunghissima strada da fare sia dal punto visto tecnico/atletico che dal punto di vista mentale che è il nostro scoglio più grande”.  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore