La famiglia Micco oltre ad aver partecipato con il capostipite alla fondazione dell’hockey italiano, ha un altro primato quello della signorilità. Un tratto che accomuna le tre generazioni e la rende unica nel panorama nazionale
Nelle foto le tre generazioni dei Micco in alto il fondatore Umberto Micco, sotto al centro Paolo suo figlio con suoi due Luca e Chiara
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Umberto, nacque nel 1916 a Boston nel Massachusetts, poi sbarcò sui moli di Genova a soli 4 anni, il padre era marittimo del Rex il transatlantico che nel 1933 conquistò il Nastro Azzurro, sotto la Lanterna fece tutte le scuole sino alla laurea in medicina.
Grazie al GUF conobbe l’hockey e con la maglia gialloblù vinse lo scudetto del 1942, l’ultimo prima della pausa bellica. In quell’anno fece l’esordio in nazionale il 25 aprile 1942 a Roma nella vittoria (2-0) contro la Croazia, vestendo la prima delle tre maglie azzurre da “genovese”.
Da allenatore del GUF Genova femminile vinse, sempre nel 1942 il primo scudetto dell’hockey rosa italiano.
Alla fine della II guerra mondiale, dopo aver combattuto in Garfagnana dove conobbe la futura moglie, si stabilì nel paese di origine della famiglia. Divenne medico condotto, nel 1950 fondò la prima US Moncalvese e vestì altre 9 volte la maglia della nazionale A. Comprese due partite alle Olimpiadi 1952.
A Moncalvo l’hockey resse sino al 1956, quando l’allora parroco decise di vendere il terreno su cui sorgeva il campo per edificare la cantina sociale.
Il dottor Micco, ormai quarantenne fu costretto come hockeista a gettare la spugna. Nel frattempo erano nati due figli, Rita e Paolo. Così di hockey si tornò a parlare solo all’inizio nel 1974.
Il dottore sfruttò la popolarità in città e si candidò a sindaco. Venne eletto nel 1975 e rese all’hockey e al calcio, il loro campo. Il presidente di allora, Antonio Triglia, appena il dottore cessò l’esperienza di sindaco, lo volle come vicepresidente nel suo ultimo ciclo dal 1981 al 1985.
Rinacque la squadra di hockey che nel 1974 con il figlio Paolo centravanti in campo giocò la sua prima partita a margine del big-match scudetto a Bra fra la Benevenuta di allora e la Levante Napoli, ex MDA. Paolo giocò, anche con la nazionale militare quando era di stanza a Orvieto e sino al 1986 fra B e A, smise quando il lavoro lo portò a Milano.
Da dirigente oltre ad assumere il ruolo di presidente dell’US Moncalvese divenne consigliere federale, con delega al settore arbitrale, dal 2003 al 2008.
Le figlie di Rita Micco, Sonia e Valeria Lupano e qui siamo alla fatidica terza generazione – giocarono a hockey nella compagine femminile, la prima anche con buoni risultati. Invece i figli di Paolo, Luca (1983) e Chiara (1987) ebbero eccellenti risultati. Entrambi vestirono l’azzurro delle giovanili, Chiara, dopo un titolo allieve, esordì nella sua Moncalvo con l’U16/F in un campionato europeo, mentre Luca arrivò alla U21 indoor a Vienna e prima vinse il titolo allievi e poi quello juniores anche indoor. Oggi Chiara è un’atleta a livello mondiale nel fitness, mentre Luca, dopo aver lavorato all’estero per marchi prestigiosi, è un imprenditore nel campo della moda.
Un ramo acquisito e alla lontana, quello dei Tabachetti continua la tradizione hockeistica della famiglia con la giovane Camilla (2007) già titolare in A1/F.
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