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#società BRA BUTTERFLY E ROMA TRE PROBLEMI UNA PAROLA: CRISI

Entità, tempi e motivazioni sono diverse. Il denominatore comune è l’impatto negativo sull’hockey italiano già in difficoltà per l’assenza di policy federale. Così la possibile soluzione diventa essa stessa aggravante del disagio manifesto

Nella foto Voudmaska e Gonzalez due campioni che hanno giocato in entrambe le formazioni

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Un terremoto che non può lasciare indifferente nessuno. Tantomeno, avesse orecchie per ascoltare e occhi per osservare, il palazzo di viale Tiziano 74. Le retrocessioni dell’HC Bra e dell’HC Roma accompagnate dal doppio tonfo dell’HCC Butterfly sono un segnale che va colto analizzato compreso e risolto.
Diversi i livelli fra i tre casi esposti. Infatti, HC Bra e HC Roma fra il 2001 e il 2024 hanno conquistato i due terzi dei titoli maschili assoluti 10 i braidesi 6 i romani. Tolti i sei conquistati dalla solita Amsicora al resto d’Italia sono rimaste le briciole.
Eppure queste due, almeno sino a pochissimo tempo tempo fa, solide realtà sono retrocesse rispettivamente in seconda e terza serie. Se il declino romanista affonda le radici in tempi lontani, il tracollo braidese invece ha avuto un decorso rapidissimo.

L’ultimo scudetto giallorosso risale al 2011 e da tempo immemore (Malta luglio 2015) la squadra giallorossa non fornisce atleti alla nazionale prato, la retrocessione dopo il forzato allargamento post COVID in seconda divisione avvenne due anni fa. Al contrario il malessere, tutto interno allo spogliatoio, dell’HC Bra non aveva dato segnali apprezzabili. Il 19 novembre 2023 vinse la Coppa Italia. Nell’indoor a febbraio salì comunque sul podio.
Diverse anche le prospettive, l’HC Bra è gestita da un presidente attivo e molto disponibile, la società ha individuato i punti deboli e sta già operando per l’immediato rilancio della squadra, resta un problema che risiede nel DNA societario: l’assenza non solo del settore giovanile ma anche della sua progettazione. 

Molto più seria invece la situazione societaria dell’HC Roma, che da tempo cerca un avvicendamento al vertice. Il mutamento socio economico avvenuto nel mondo sportivo l’ha trovato impreparata e non ha adeguato un format prima vincente a una situazione emergenziale che ha riportato le lancette dell’economia sportiva indietro di molti decenni. La squadra non ha nerbo, i talenti latitano e si potrebbe innescare, nemesi della storia, l’attrazione fatale di club che prima erano quasi satelliti dell’HC Roma. Quello che è già avvenuto con la femminile gemellata, la Libertas San Saba, ormai è ridotta a un simulacro. 

Altro il discorso che coinvolge l’HCC Butterfly che ha vissuto il suo annus horribilis dopo quello mirabilis del 2023. La femminile ha pagato lo sforzo societario imponente e soddisfacente per la conquista del suo scudetto, la maschile ha sofferto oltre modo infortuni e assenze a catena e ora potrebbe vivere la diaspora dei suoi migliori giovani talenti verso i campionati esteri.
Al lettore attento non sfuggirà la giustapposizione di problematiche differenti ma altrettanto gravi. Un governo federale saggio e attento ha il compito di intercettare i bisogni comprendere le cause dei problemi e fornire adeguate policy in grado di sovvertire questo trend negativo, che ha coinvolto realtà importantissime del suo scarso patrimonio societario. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore