Raramente una società si identifica con il suo leader e presidente come la Teveve EUR con Roberto da Gai, il paragone e che viene subito è con Pino Palmieri, ma se nel romano genovese di Bra il rapporto era totalizzante con la prima squadra, Da Gai è un tutt’uno con tutte le sue squadre
Nella foto Roberto Da Gai il presidente del primo scudetto della Tevere EUR, del suo scudetto più desiderato
____________________________________________
Stasera a festeggiamenti in corso, il sentimento prevalente di Roberto Da Gai ondeggia fra la gioia e la soddisfazione ma al momento resta indefinito, la tensione ancora non si è sciolta, malgrado l’obiettivo agognato sia stato finalmente raggiunto.
“Ci eravamo andati molto vicini volte. La prima confitti agli shootout l’altra nel secondo incontro dopo l’1-0 dell’andata avevamo assaggiato la cioccolata ma non eravamo riusciti a mangiarla. Oggi abbiamo giocato un grande primo tempo e dopo la pausa nel secondo che c’è costata il pareggio, complice un doppio verde quasi contemporaneo che peraltro era ampiamente giustificato, nel terzo e nel quarto abbiamo dominato e giustificato il nostro successo”.
Anche oggi la Tevere EUR ha confermato la sua estrema cinicità e la capacità di risolvere anche le situazioni più complicate nel quarto tempo, caratteristiche che hanno dato per l’ennesima volta i tre punti alla compagine di Mirko Chionna.
“In effetti avessimo avuto un cortista di ruolo avremmo stravinto questo campionato con punteggi di ben altre dimensioni. Dionisi e Vici ha un ottimo colpo come anche Cardenas possiede lick di notevole potenza, ma non sono i corti sti alla Cirilli o alla Ferrara quelli che con una torsione di polso e con un’occhiata al portiere li rendono specialisti in questo fondamentale dell’hockey”.
L’analisi di Roberto Dagai spazia e oscilla fra i contenuti tecnici e la sua visione complessiva della società a dimostrazione che l’equilibrio questa sera non è ancora completamente raggiunto visto il clima psicologico di assoluta estasi.
“Vorrei staccare già questa sera e godermi lo scudetto, ma domani abbiamo l’impegno con l’under 16 che onoreremo al meglio poi c’è l’organizzazione a cui tengo molto del campionato di parahockey e infine l’impegno della Supercoppa che ci costringerà a cambiare alcune gestioni societarie che coinvolgono la prima squadra. Io stesso penso di non presenziare e di essere già in vacanza in Croazia come di consueto per distaccare completamente con l’hockey sino alla prossima stagione”.
E allora sull’Adriatico, calata la tensione emotiva la soddisfazione potrà emergere in un tutta la sua soave espressione





