Hockeista a tutto tondo sino a diventare segretario generale dirigente CONI. La sua passione fu la ricerca storica ma la sua attività pubblicistica con bollettini, newsletter e altre pubblicazioni di informazione specifica ha rivestito grande importanza per tre lustri nella comunicazione hockeistica. Il suo immenso archivio purtroppo in parte è andato perduto e in parte è conservato gelosamente – senza possibilità di consultazione – da Enzo Corso
Nella foto Cipriano Zino con Pietro Acri ai tempi della Libertas San Saba e sotto, secondo da sinistra, presente, come segretario generale, a un memorial Anton Paolo Sirigu, con gli allora presidente Sergi Melai, vicepresidente Franco Arangino, i consiglieri federali Luciano Cecca e Giorgio Onano (primo a sinistra) e l’attuale revisore del conto Sergio Rossi

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Cipriano Zino fu figura fondamentale per la narrazione storica dell’hockey italiano. Tutti coloro che dopo di lui si sono cimentati, da Riccardo Giorgini a Luciano Pinna sino a me, hanno fatto riferimento alle sue preziose ricerche.
Su tutte “Da Berlino a Sanremo: nascita e primi passi dell’hockey in Italia: 1936 e 1937” un ciclostilato di 30 pagine, tirato in 300 copie edito nel dicembre 1999 che è la prima e fondamentale ricostruzione delle origini “gerarchiche” del nostro sport, nato per volontà del regime fascista e dall’allora segretario generale del CONI Achille Starace.
La sua prematura scomparsa neppure due anni dopo interruppe quel lavoro di ricerca e ricostruzione che avrebbe dovuto essere il primo capitolo di una più completa storia intitolata “Segmenti di storia dell’hockey italiano”.
Il suo lavoro di storico era stato preceduto da una lunga attività editoriale resa possibile anche dal suo ruolo di segretario generale svolto dal 1991 al 1999.
Gli anni che vanno da inizio decennio Settanta fino alla sua fine hanno poche fonti – riviste o periodici – da poter consultare alla ricerca di notizie, informazioni, aneddoti, contributi fotografici. Se si esclude Hockey Happening che risale al 1973, Hockey Notizie nasce a giugno 1977 e cessa di esistere a maggio 1979 sostituito ad agosto dello stesso anno da Hockey Club fino a marzo 1981.
Dal dopoguerra agli Anni Sessanta sino poi a Hockey Happening a parlare dell’hockey italiano si erano succedute appena 4 riviste1, diverse per durata (dall’unico numero di Flick (direttore Giorgio Rocchi, responsabile Leone Barozzi) del dicembre 1964 ai 24 anni consecutivi di Hockey e Pattinaggio 1946-1969. Tutte con un unico obiettivo sia che si definissero come rassegna, bollettino, giornale o rivista dell’hockey: quello di informare il piccolo pubblico degli appassionati.
Già prima della sua nomina ad apicale da parte dell’allora presidente Sergio Melai, Zino nel 1989 diede alle stampe il numero 0 di Hockey Italiano in cui a pagina 2 lui stesso scrisse: “Il progetto complessivo di compone di tre elementi: una rivista bimestrale nella quale, anche per ovvie questioni temporali, si tratterà di riflessioni e commenti sugli avvenimenti più che l’immediata notizia degli avvenimenti stessi, inchieste e grandi temi del nostro sport.
Un notiziario che uscirà 18 volte l’anno (un numero nel mese di uscita della rivista, due nel mese successivo) sarà lo strumento che dovrà far conoscere tutte quelle notizie che non possono (essenzialmente per la “deperibilità” delle notizie stesse) trovare spazio su una pubblicazione bimestrale quale la nostra. Il notiziario conterrà tutti i risultati di tutti i campionati federali e dei tornei e potrà essere utilizzato anche come tramite di comunicazione tra società (inviti a tornei, attività…)
I quaderni, infine, normalmente allegati alla rivista, alterneranno Quaderni & Documenti numeri tecnici dedicati a temi ed interventi tecnici quali traduzioni di articoli e lavori esteri che contributi originali italiani su temi di particolare interesse applicativo”.
L’esperienza durò 12 numeri sino al febbraio 1993 oltre a 5 Quaderni. Successivamente fra il marzo 1994 e il maggio 1995 uscirono 7 numeri di Hockey notizie che Zino nel primo editoriale descrisse così: “Il bollettino … asce con filosofia della lettera aziendale [Newsletter – NdR] completamente beato sulle risorse umane e strumentali della segreteria generale e si prefigge di condensare in un unico contenitore informazioni che oggi vengono diffuse settorialmente”. A rileggere le parole di 30 anni fa e pensare ciò che accade oggi in FIH si comprende e la qualità del visionario e precursore Cipriano Zino rispetto alla odierna realtà.
Però l’eredità editoriale maggior dei Cipriano Zino sono i suoi Vademecum una summa annuale (supplemento a Hockey Notizie) particolareggiata e ricca di informazioni, con lo scopo di fornire a inizio stagione tutte le informazioni necessarie e utili alla vita federale degli affiliati con tutta la modulistica, arricchita anche di informazioni curiose e internazionali, decisamente più avanti concettualmente rispetto all’attuale Guida pratica. Oltre l’eredità morale ne esiste una materiale che però è andata perduta in parte dopo la morte e il suo precedente divorzio. La porzione sopravvissuta è stata raccolta, attraverso la ex moglie, da Enzo Corso già compagno di squadra alla Libertas San Saba che però sinora ha precluso a chiunque – compresi gli storici Riccardo Giorgini e Luciano Pinna – anche la sola consultazione.
CHI FU CIPRIANO ZINO
(1944-2001). Nato a Campomorone, alle porte di Genova fu un buon mezzofondista e maratoneta. Giunto a Roma passò nei primi anni ’60 all’hockey, militò come atleta e come dirigente nella Polisportiva Libertas San Saba e nel Cus Roma. Entrò al Coni negli anni ’70, fu poi segretario generale della Federhockey sino al 1999. Passato poi all’ufficio organi territoriali del CONI, divenne commissario di alcuni comitati provinciali. Laureato in scienze statistiche e poi in scienze politiche, si occupò sempre di ricerche storiche, la sua grande passione. Questa è la preziosa eredità che ha lasciato al mondo hockeistico di oggi e di domani.
- vedi l’elenco pubblicato nella puntata precedente dove Hockey e Pattinaggio è suddiviso in tre periodi (1946-1956; 1957-1965: 1966-1969) per i cambiamenti di formato- ↩︎





