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#50esimo LE REGIONI (47): LA LIGURIA (6): GLI ULTIMI FUOCHI DI GENOVA: SCUDETTO 1957 E 1959

Perso per due anni di fila il titolo (1954 e 1955) CUS e Genova HC giunsero alla soluzione peggiore possibile. Fu efficace nel breve, ma in quindici anni condannò l’hockey genovese al tramonto definitivo 

Nella foto una formazione del Genova HC del 1957 già con diversi cussini: Sergio Morra è il penultimo in piedi Gastone Piccioni e Massari sono agli estremi degli accosciati

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Dopo la delusione cussina del 1955, toccò ai gialloblu dell’HC subire uno smacco nel triangolare di finale. Questa volta a Macerata dove i genovesi persero entrambe le partite con il Circolo Goliardico di casa e la SG Amsicora. Bolognesi al rinfresco di gala confessò: “Eravamo venuti qua convinti di vincere lo scudetto…” poi la voce gl si strozzò in gola.

In effetti, l’hockey genovese aveva perso lo slancio del dopoguerra. CUS e HC avevano via via prosciugato, in modo miope, le rose di UGL, AGUH, Diavoli Neri, Amatori Albaro, Alfa Club, Ardita Sampierdarena, Carignano, infatti quelle società piccole ma utili sparirono come anche Pol. San Francesco di Sestri Ponente e Juventus entrambe create nel 1959, con la squadra del ponente che durò due anni, e vennero così a mancare i ricambi.
Così dopo la delusione di Macerata si giunse non a una fusione come si è sinora sostenuto e neppure assorbimento ma ci fu un accordo fra Genova HC e CUS Genova. I migliori giocatori del CUS passarono in gialloblù, mentre il CUS rimase in serie A a con una squadra senza più ambizioni vivacchiando sino al 1961.

Nel 1957 i cussini Sobrero, Morra, Massari, Gastone Puccioni, Gallini, Formenti  Cerrano rinforzarono di molto la squadra di Gigetto Bolognesi che lasciò il campo di gioco. Nella finale di Bologna il Genova HC superò con un doppio 1-0 US Triestina e Previdenza Roma così fu sufficiente l’1-1 con l’Amsicora per aggiudicarsi il titolo. La spedizione del decimo scudetto comprendeva: Libanati; Lertora, (Sergio Bazzurro), Formenti; Bazzurro I (Occhiuto), Puccioni, Morra; Massari (Rossi), Arnaldi, Costadura, Baglia, Enrico Bisio (Lella). La forza dell’hockey genovese è testimoniata dall’amichevole giocata nel 1958 contro l’Argentina in viaggio verso Londra e persa solo 1-2 da una mista della città. Un altro dettaglio: per la lunga tournée azzurra del 1958 oltre Enrico Bisio e Formenti erano stati inizialmente selezionati  anche Luigi Tagino e Carlo Puccioni

Il successo spinse Arnaldi e Bolognesi a fondare nel 1958 due società satelliti l’USVE, da cui usciranno Bonanno, Marino (i cui figli giocarono decenni dopo), Margraviti affiancati da giocatori più esperti come Chiappini, Cavagnaro, Sergio Bisio e soprattutto per il solo 1958 Andrea Consigliere. La seconda fu il Jolly di San Martino inizialmente un gruppo composito da lenenti a fine carriera come lo stesso Arnaldi con alcuni giovani come Vian, Tribbio, Gallina, Marchese, Vercellino che ebbe vita più lunga e fu la fucina in seguito di molti alcuni futuri talenti. Su tutti Bottaro e Marmo poi nazionali A e anche il portiere Bruno Morganti, Arscone, Paolucci che giocarono con la nazionale juniores ma, soprattutto Chiarugi che poi fu anche campione d’Italia con la Cogeca. Il gruppo basico proveniva dalla zona dello stadio Carlini a san Martino – tranne oltre i citati Paolucci – c’erano Claudio, Molinari, Franco Finzi il primo a essere reclutato da Arnaldi. Da altri quartieri erano già arrivati Tribbio il capitano, l’altro portiere  Gallina, Marchese ala destra Vercellino mezzala sinistra oltre Capomaccio centravanti, Marmiroli, Spanò e Giorgio Puccioni ultimo della dinastia.  Il Jolly militò nella serie A unica nel 1958 e 1959 chiudendo sempre davanti al’USVE, e ottone un secondo e un terzo posto alle finali juniores.
Lo scudetto fu replicato nel 1959 dalla stessa rosa del 1957 con l’inserimento di Consigliere e Chiappini di rientro dall’USVE per Occhiuto e Arnaldi. Fu l’ultimo vinto da una squadra maschile di Genova

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore