Raccontare l’azzurro fra soddisfazioni (poche) e sconfitte (tante) è doveroso, come mettere in luce ciò che non va. Ammirevole il sostegno dei familiari di lacune azzurre, meno la critica ingenerosa a delle atlete che hanno avuto la sfortuna, non la colpa, di essere mandate allo sbaraglio
Nella foto l’Italia sostenuta dai familiari e dagli amici all’Horst Korber Sportzentrum
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Il tifo non esime dalla critica. Bello il sostegno dato dalla dozzina presente a Berlino, ma come ho scritto in un commento non chiamatele bimbe sono donne atlete che meritano di essere trattate come tali. Non giustificate ogni sconfitta con “hanno dato il massimo”, avrebbero dovuto non darlo? Suvvia.
Dato il loro ai familiari. perchè scrivo sempre ciò che penso e non cerco facili consensi mi rivolgo con altrettanta chiarezza a chi ha criticato le azzurre.
Sono state scelte in 12. Bodnar e Kotrc hanno avuto la possibilità di vederne 25 in due miseri raduni, più un terzo farsa. Hanno visionato le finali e poi hanno stilato la lista.
Chi critica, dimentica che Anania, Bormida, Dalla Vittoria, Di Mauro, Puglisi, Sarnari sono state arruolate o richiamate da 5 dei 6 club dell’élite indoor e chi avesse potuto le avrebbe comunque ingaggiate lasciando fuori qualcuna delle sue atlete. Chirico è stata pregata di rimettersi i cosciali, ancora più Vynohradova di rimettersi in gioco.
Definire inadeguate o inguardabili loro significa umiliare ancora di più escluse. Visto che anche Benvenuti, Galligani e Mezzalira non sono prodotti dei loro club, ma “hanno tolto – secondo questo ragionamento molto provinciale – il posto a qualche locale”. Per essere ancor più chiaro, nessuna delle escluse avrebbe cambiato di un millimetro la posizione dell’Italia.





