Un solo italiano nei programmi di high performance europea e nessuno fra i nuovi entrati
Nella foto il cagliaritano Matteo Vaccargiu, è lui la nostra bollicina Lete. Qui nei panni di docente, invece in Europa come discente cerca la laurea da Eurohockey
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Tutti hanno ben chiaro il gap tecnico dei nostri tecnici rispetto al livello degli allenatori internazionali. Eppure anche quando ci sono le occasioni per recuperare la FIH non riesce a cogliere le occasioni. La EHF ha immesso altri 18 nuovi allenatori per i suoi programmi Top Coaches (TCP) e Coaches for Europe (C4E).
TCP è un programma di coaching internazionale progettato per supportare gli allenatori che desiderano lavorare ad un livello d’élite. In questi gruppi non a caso ci sono Facundo Quiroga assistent coach dell’Irlanda o le star internazionali come il cekoTomas Prochazka e l’irlandese Eimear Cregan.
C4E è rivolto ad allenatori con il potenziale per diventare allenatori ad alte prestazioni, sia con le migliori squadre di club che con le squadre nazionali. Fra questi, per il Lussemburgo, è entrato Federico Tanuscio, vecchia conoscenza italiana.
Nella nuova infornata di Eurohockey, nessun tesserato FIH. Matteo Vaccargiu è su 39 l’unico italiano, era già presente nel livello C4E, uno come Malta, Lussemburgo, Ungheria, Slovenia, Lituania. Gli scandinavi e i portoghesi sono 3.
Ai programmi aderiscono anche associazioni nazionali di prima fascia come Irlanda (5), Belgio e Spagna (4), Inghilterra (3). 2 sono anche i cechi e 2 gli austriaci.
A cosa puntano i due livelli? Il TPC, un programma completo di livello mondiale, esplora i principi del coaching, idea e organizza una mentalità strategica, sviluppa una filosofia di coaching e serve a comprende le modalità di gestione delle squadre e dei singoli atleti.
Il C4E si concentra sullo sviluppo di una filosofia di allenamento che incorpora abilità tecniche e tattiche individuali, nonché sullo sviluppo di un’ampia conoscenza e comprensione delle tattiche di squadra.





