1954-1959: Roma dal baratro hockeistico trova la strada della rinascita. Dalle zero società iscritte ai campionati del ’54 si passò alle 6 de 1959 e soprattuto nacquero il Convitto Nazionale, con presidente l’avv. Mario Libotte padre del futuro azzurro Claudio, e l’Ursus che nel 1960 si trasformerà in Totoricevitori la squadra che con il Convitto diede vita all’MDA
Nella foto il Convitto nazionale
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Il 1954 fu l’anno orribile per Roma. La Previdenza Sociale (INPS) rinunciò alla serie A scegliendo la B dove fu eliminata dal CG Macerata. La SSH Fiorenza si era già sciolta come prima il CSUR e nessun’altra squadra partecipò ai campionati. Però si costituì la SS Convitto nazionale che vedremo più avanti fu fondamentale per i futuri trionfi dell’hockey romano.
La situazione si ribaltò nel 1955: al girone E della serie unica parteciparono: Previdenza Sociale, CUS Roma (con gli anziani campioni Sisti e Nisti), Convitto Roma, SS Rugby Roma e US Rugby S. Gabriele, società nata nel liceo cattolico romano – dove già studiavano i futuri hockeisti e nazionali Carlo Benvenuti e Francesco Rossi c- he aveva come cardine la sezione rugby allenata dal prof. Villa, che nel 1957 rinuncio anche alla serie A di rugby.
Di altro spessore la storia del Rugby Roma “bisnonno” dell’attuale Lazio, ex lazio Giovani. Questa la formazione iniziale d’esordio allenata da Barbieri: Rossi, Celon, Reginella, Bartolomei, Traversi, Torroni, Cordella, La Penna, Di Mattei, Patrignani, Benvenuti, con Benvenuti e Rossi già compagni, di classe, ma non ancor hockeisti, al liceo San Gabriele allenato da Barbieri, che volle Rossi portiere, invece attaccante a calcio e poi nei Vigli Urbani dal 1966 in poi1.
Successivamente in autunno CUS Roma e Rugby S. Gabriele presero parte al torneo cadetti, non un campionato giovanile ma riservato a squadre nuove e squadre eliminate. Il Convitto nazionale era nato nel 1947 come polisportiva che comprendeva calcio, pallacanestro e atletica leggera e aveva come colori sociali il bianco-verde2
Il Rugby Roma diventò poi Vigili Urbani (oggi Lazio), il CUS Roma visse qualche buona annata, ma la squadra da tenere sotto osservazione era il Convitto. Che già nel campionato a serie unica del 1956 iscrisse due formazioni, una delle quali raggiunse la semifinale. La B nel girone C con la Previdenza sociale e la A nel girone D con CUS Roma e Amsicora.
L’hockey dell’Urbe continuò a crescere nel 1957. Il girone F fu tutto romano e INPS A e Convitto B passarono il turno davanti Rugby Roma e al nuovo team dei Pattinatori Roma (P.A.T.), dove giocò in porta il futuro vice presidente Luigi Corbò. Il gruppo E comprendeva oltre il Convitto A il CG Macerata, l’INPS B e il CUS Roma.
Dopo i quarti e le semifinali, dove la Previdenza A eliminò il Convitto A, l’INPS giunse terzo nella finale scudetto dietro Genova HC e Amsicora.
Andò ancora meglio la stagione 1958. Le società crebbero da 5 a 6 con l’ingresso dell’Ursus di Vannini, Perna e Scuriatti che dopo due stagioni diventerà Totoricevitori.
Passarono, ma furono eliminate ai quarti da Amsicora e CUS Cagliari, Previdenza – che schierava ancora Banci e Lefemine – e Convitto dove giocarono già: Libotte, Vacca, Terenzi e Mazzalupi. Prendeva inconsapevolmente corpo l’MDA.
La Coppa d’Inverno – una classicissima dell’epoca – nel 1959 vide la partecipazione di due formazioni del Convitto nazionale, dell’Ursus Gomma dei Vigili Urbani e della Previdenza, In coppa novizi giocarono Libertas Montesacro, Stella Azzurra, Giovanissima (una formazione dal nome bene augurante, ma dalla durata brevissima) HC Roma e RUI – ex PAT trasformata da Corbò che portò con lui nel 1960 dai Totoricevitori Bibi Barbieri futuro fondatore dell’HC Torre del Greco, poi Levante Napoli – che fece anche le Targhe di Zona, una sorta di seconda serie aperta a squadre minori, nuove realtà e formazioni juniores.
- Rossi ottenne dall’allenatore Barbieri di giocare in attacco trovando un nuovo portiere, Cartoni, che arriva ad una squadra minore. Di altro avviso il DT tedesco Hugo Budinger che affiancò nel 1968 Giampaolo Medda alla guida della nazionale e che impiegò Francesco Rossi come terzino fluidificante per la sua capacità di inserimento ↩︎
- Il convitto nazionale Vittorio Emanuele II trae origine dal pontificio collegio clementino fondato da papa Clemente VIIl il 5 dicembre 1595 e diretto dai padri Somaschi fu soppresso da Napoleone Bonaparte nel 1798. Ricostituito nel 1815, fu di nuovo soppresso nel 1873 dal regio governo Italiano, sotto il quale rinacque con la nuova denominazione di convitto nazionale Vittorio Emanuele II nel 1891 ↩︎





