Comunque si chiuda uniche vittime saranno le squadre che hanno onorato la partita. Grave sarebbe attribuire tutta la responsabilità agli arbitri, le colpe sono da cercare nel palazzo opaco
Nella foto un ipotetico arbitro con la domanda più che lecita
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Vengo subito alla cronaca ricostruita con il contributo dei protagonisti dei tre schieramenti coinvolti.
L’HC Riva a Casale rimonta lo 0-2 iniziale e si porta sul 3-2. A 26 secondi dal termine l’arbitro Faggion fischia un corto per i padroni di casa; è lui stesso a informare i giocatori sul tempo mancante e precisa che il fine gara – come è prassi – la fischierà il collega. Il corto viene difeso efficacemente dall’HC Riva che costringe al fallo di piede un avversario. A questo punto Zanirato, l’altro arbitro, decreta la fine.
Le squadre panchine incluse si salutano e si apprestano a lasciare il campo, quando Faggion fa presente che al suo cronometro manchino ancora 12 secondi e fa riprendere la gara con un bully fuori area che porta a un altro corto e al pareggio del CSP San Giorgio.
Cosa succederà è nelle mani dell’HC Riva. Può presentare o meno ricorso per errore tecnico arbitrale (due i possibili motivi: la ripresa del gioco dopo il triplice fischio e in subordine la ripresa con il bully, per giocare i 12 supposti secondi finali. anziché con il tiro di punizione a dove dell’HC Riva per il piede dell’avversario).
A me preme sottolineare fatti oggettivi che spostano il tema su responsabilità superiori. L’età media o i limiti tecnici e in alcuni casi caratteriali di molti arbitri non possono più essere ignorati. L’assenza di formazione e la mancanza di referenti arbitrali aggravano la situazione. Se a questo si aggiunge l’assenza del DTC (che avrebbe tenuto in modo esclusivo il tempo) in partite giocate con i 4×15’ – che implicitamente lo richiedono – il cerchio delle responsabilità dirigenziali della FIH si chiude.





