“La voce dei giorni più belli” si svela su Cronache dallo spogliatoio. Un servizio segnalato segnalato da Davide Gimomdo
Nella foto Fabio Caressa
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Fabio Caressa il telecronista lo ha imparato a fare da bambino nei tornei di Subbuteo fra lui il fratello e l’amico Pietro; non era uno sportivo attivo. Lui stesso si definisce un nerd.
Le prime partite sul campo anzi in uno stadio le vide con il padre. Ecco come la racconta lo stesso Caressa: “Da un buco nella siepe entravo allo stadio dei Marmi è lì c’era l’Algida Roma che giocava a hockey e io vedevo gran partite fra Algida d Amsicora Cagliari. L’hockey si gioca a 11 e se vogliamo è molto simile al calcio, avevo 4 5 anni”.
Poi sempre con padre andò all’olimpico per Roma Cosmos con Pelè e da lì lo stadio di Caressa divenne un altro. La storia ovviamente prosegue sino all’epico mondiale tedesco con la finale timbrata da Grosso e l’indimenticabile “andiamo a Berlino”.





