Tassi pretende ancora di più dal suo CUS Padova, soprattutto nell’approccio con gli arbitri. Muscella è in fase di ricostruzione. Pritoni si gode il successo conseguito con i molti giovani. Amorosini elenca le cause dell’insuccesso nel derby emiiano
Nella foto Stefano Muscella
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Tassi è soddisfatto per il comportamento fuori dal campo “La squadra si sta preparando bene”. Meno di quello sul terreno di gioco” Ci sono giovani che hanno un cattivo approccio con l’arbitro. Sul 2-0 a nostro favore nel terzo quarto siamo andati in difficoltà per il giallo da 5’ su cui sono arrivati il rigore e conseguente giallo da 10. Abbiamo rischiato di subire il pareggio Nel quarto 3-1″.
Muscella accetta il risultato e comemnta: “Si vedono i pochi allenamenti. Loro già abbastanza rodati e meglio di noi come organico: stessa squadra e stesso allenatore Noi stiamo ricominciando da capo. Ho ripreso la piena conduzione. della squadra Abbiamo tanti ragazzi nuovi e giovani (solo 4/5 dell’11 titolare dell’anno scorso) e molti assenti per motivi di lavoro. Abbiamo fatto una bella partita, a sprazzi giocata anche molto bene. Siamo stati sul 2-1 fino a 10’ dalla fine. In casa, recuperando gli assenti, speriamo di raccogliere qualcosa in più”.
Pritoni è stato di parola ha portato anche i giovanissimi viste le assenze di Costanzelli e Marcellini e i due soli scuola straniera (Ajmal Butt e Consoli) Orsini, Panicali, Pisa questo addirittura 2008.
“Risultato giusto? Si certo. La differenza l’ha fatta l’uno due ad inizio secondo tempo che ci ha portato sul 3-1 dopo lo 0-1 nato da una ribattuta su corto di Sanasi. Abbiamo reagito bene con tranquillità nel controllo della partita dal secondo quarto in poi, che ha fatto la differenza”.
Secondo Pietro Amorosini hanno inciso i molti (5) innesti che devono ancora assimilare il gioco di Franco e alcuni fattori esterni: “Sanasi, l’unico esperto che nel momento triste per il lutto di Mbabali è riuscito a uscirne. Quasi tutti erano frastornati dalla notizia di Baba e sottolineo il comportamento offensivo del pubblico bondesano, che giudico inconcepibile”.





