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#curiosità STRANEZZE E NUMERI DELLA ÉLITE

Il massimo campionato maschile giunto alla seconda giornata va ancora letto alla luce delle tendenze generali sia societarie che di scelta tecnica, piuttosto che dal punto di vista più squisitamente tecnico tattico

Nella foto di Giuseppe Meloni, la SG Amsicora sinora l’unica società che ha utilizzato tutti i 18 elementi a sua disposizione in entrambe le partite disputate

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La seconda giornata conferma la tendenza alla riduzione delle spese di trasferta sostenute dalle società di élite. Le squadre ospiti si sono presentate tutte in 16, mentre quelle di casa hanno riempito l’intero elenco. Ciò significa che molte di queste società hanno in linea teorica la possibilità di schierare i 18 elementi. Non a caso HCC Butterfly HT Sardegna,  Tevere Eur e Lazio in casa lo hanno fatto a differenza di sette giorni prima. HC Bra e HT Bologna si  attestano come nella prima giornata sui 16 giocatori. Sinora, solo l’Amsicora ha sempre utilizzato le intere possibilità a disposizione, ma va detto che ha giocato entrambe le volte Cagliari. L’HP Valchisone e l’HC Bondeno formato trasferta rinunciano invece a due titolari.

Un’altra considerazione interessante riguarda l’utilizzo dei giocatori di scuola estera rispetto al totale degli atleti impiegati: sono solo 36, l’equivalente di due squadre, ma ciò significa che la temuta invasione – almeno al momento di questa prima fase del campionato – a seguito dell’apertura a sei stranieri, più oriundi e naturalizzati, da parte nella FIH non sia avvenuta e invece abbia soddisfatto esigenze particolari e di qualche società facile da identificare e non risponda a un bisogno collettivo.

La terza curiosità concerne la composizione delle rose. Ad esempio, la Tevere Eur nel vittorioso incontro di vertice con l’H.C. Bra oltre a rispolverare De Angelis dopo il lungo esilio pisano, ha messo in campo l’intero trio di coetanei  veterani Corsi Dagai Dussi a fianco di un gruppo sostanzioso di giovani del vivaio accompagnati dal sostegno di tre scuola estera, più l’ex azzurro De Divo. Al contrario, la Lazio è quasi priva di ricambi in rosa (quattro quelli realmente autoctoni: i fratelli Brocco, Guiducci e il minore dei  Lanting) e ne utilizza addirittura tre provenienti dalla Tevere Eur: Ianni, Vinci e il portiere Picano. Ricco invece il serbatoio  dell’HCC Butterfly, ne schiera addirittura 14, malgrado la forte emorragia verso l’estero, e complice un avversario in forte difficoltà come la Polisportiva Ferrini ottiene i suoi primi tre punti.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore