La squadra femminile, come la maschile che verrà ripescata in A1 per la rinuncia annunciata del CUS Padova dovranno entrambe disputare i loro campionati sempre in trasferta, per l’indisponibilità del campo di via Chiarugi
Nella foto l’impianto sportivo del CUS Pisa
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Siamo solo alla terza puntata della carrellata di difficoltà che attraversano l’hockey italiano. Purtroppo è il turno di Pisa. Il commissariamento della presidenza Messerini che ha portato alla nomina di un trio commissariale che ha ritenuto di dover dichiarare l’inagibilità dell’impianto, non per problemi al manto e neppure per il solo hockey, ma per situazioni di sicurezza, legate all’accesso del pubblico agli eventi sportivi. Riccardo Vanni, che segue dalla convalescenza l’evolvere della situazione, ritiene che il problema si possa risolver in qualche mese, saltando però anche la stagione indoor e aggiunge “È corretto. Infatti viene consentita l’attività interna ai tesserati e soci. Ma non per eventi con esterni e pubblico”. Così scatta la necessità di trovare un altro impianto per disputare i campionati. La sede deputata è il Bruschi di Marliana, campo di casa dell’HC Pistoia. Per ora la resilienza del CUS Pisa, della sua dirigenza, degli staff tecnici e degli atleti e delle atlete, lascia margini all’ottimismo. La pratica amministrativa prevede il rilascio da parte del CONI del parte di conformità à tecnico sportiva, che però in questo caso potrebbe essere soggetto a un ulteriore passaggio presso la commissione comunale di vigilanza.





