Ancora un successo per l’ex hockeista trentina, campione d’Italia indoor con il CUS Brescia, azzurra e poi team manager dell’U16/M a Praga nel 2016. Il viaggio partito da Tunisi potrebbe arrivare sino al Los Angeles 2028
Nella foto tutte la penultima puntata di questa storia nata a Mori e che poi ha fatto il giro del mondo. L’ultima sta nel traguardo preolimpico
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L’hockey azzurro l’ha portata in giro per almeno quattro continenti, lei ragazzina nata sotto le montagne in cui si specchia l’Adige, prima in Europa Praga, Bratislava, Vienna, Amsterdam, Nizza poi oltre le colonne d’Ercole e il canale di Suez a Filadelfia, Amritsar Singapore, Trinidad. Un segno del destino? Perchè la fama internazionale gliela ha data il volley. Prima con la nazionale femminile sordi con cui ha conquistato l’argento paralimpico e l’europeo. Poi è stata alla guida delle nazionali dell’Iran femminile assoluta, U17 e U19 dove però ha resistito un anno e qualche mese. Lapidaria la sua dichiarazione d’addio allora: “Non potevo più lavorare per chi sostiene questo governo”. Il governo a cui fece riferimento è quello teocratico degli ayaotallah. Dio, sa quanto siano ancora più vere oggi quelle parole. Però non tutto Islam è sanguinario come quello di Khamenei. L’ultimo successo è arrivato in Tunisia nel doppi confronto con l’Algeria che le ha aperto le porte verso la qualificazione olimpica per la via africana.





