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#parahockey È FLOP MA PER LA FIH VA TUTTO BENE …

… Madama la marchesa! Ricorro all’ironia romana del grande Nunzio Filogamo perchè non è più possibile  minimizzare  o peggio nascondere i disastri di questa gestione. Prendo ad esempio il parahockey che per oltre dieci anni ha dato lustro nazionale e soprattutto internazionale alla FIH, per merito esclusivo del defenestrato Marco Carboni. Purtroppo questo vale per tutte le altre specialità dell’hockey italiano 

Nella foto lontani i tempi in cui potevo raccontare con giusta enfasi i successi del parahockey italiano

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Sparita Roma non solo con le sue quattro storiche società: Pol. Archetto puri campione d’Italia e grande serbatoio per tutti, Mercurio, la prima a presentare una formazione tutta al femminile, Disabili romani , US ACLI VIII Municipio, ma anche HC Olimpia, Real Roma e Blue Stars e pur senza mai partecipare ai campionati Evergreen, Lazio e Libertas San Saba: da 10 a 0 vi sembra crescita e sviluppo?
Come la scomparsa di intere regioni, la Sardegna de Il Sole Uras, la Lombardia dell’HC Argentia o il Trentino con l’UHC Adige anche questo è sviluppo territoriale? Vacillano anche i fortini di Liguria e Basilicata. Non presente Viva Sport di Imperia, assente pure il caposaldo Pippo Vagabondo di Cairo, come il Genova Hockey 1980.  Ancora peggio la Basilicata vi ricordate CAM Melfi e Forma Mentis che hanno sempre attinto al bacino della polisportiva Val d’Agri nella categoria C21? Ecco da due anni non si alleano più e si presentano, come in questa occasione, con una sola squadra. In provincia di Potenza hanno dato forfait nei T20 anche IS Tenente Righetti e Filippide l’altra società nata nel 2024.
Resta l’Abruzzo presente a Roma 2026 con Uguali nello Sport, che però è arrivata con due soli ragazzi e per giocare ha dovuto ricorrere a due prestiti lucani (Gaia Pagliaro e Luca Lavorgna). Ecco il campionato italiano 2026, quello del “nuovo corso” ha visto tre società e mezzo, per un totale di una ventina di partecipanti. Davvero un successone di cui andare fieri.  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore