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#focus ALESSANDRA CAMPEDELLI DA HOCKEISTA E SPORTIVA A 360° 

Allenatrice, insegnante e mamma di due figli, la CT Alessandra Campedelli ha trasformato la sua passione per lo sport in una missione di inclusione e innovazione. Dall’hockey su prato alla pallavolo internazionale, dalle nazionali femminili in Iran, Pakistan e, da pochi giorni, in Tunisia, fino all’impegno con la squadra femminile sorda

Nelle foto Alessandra coach IN Tunisia pubblicata da Donna in affari.it  e TM dell’U16/M nel 2016 

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Lunga intervista di Catiuscia Ceccarelli pubblicata dalla  testata giornalistica romana dedicata ai temi del lavoro, della formazione e dell’imprenditoria femminile diretta da Daniela Molina all’ex hockeista trentina Alessandra Campedelli 56 volte azzurra, cresciuta nell’HC Mori poi al Villazzano e in fine al CUS Brescia. Ecco alcuni passaggi raccolta dalla collega Ceccarelli.

Ho avuto la fortuna di incontrare alcuni allenatori nella mia carriera da hockeista e soprattutto i primi che ho incontrato mi hanno dato una forma mentis rispetto al voler raggiungere un obiettivo, all’impegno che ci si deve mettere per riuscirci, al fatto che non si può stare fermi ad aspettare che qualcosa accada, ma è necessario muoversi. Bisogna uscire dalla propria zona di comfort: a volte si cade, ma poi ci si rialza. Ho incontrato persone che mi hanno davvero ispirata in questo senso”.

C’è stata una coincidenza: ero davanti alla televisione quando Nelson Mandela disse la famosa frase: Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali. È capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni. Ero indecisa se fare il medico o quale percorso intraprendere; dopo aver ascoltato quella frase è scattata la scintilla. Ho deciso che mi sarei presa cura delle persone attraverso lo sport“.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore