L’hockey delle donne ebbe una prima ondata in Liguria, in Alto Adige e a Roma fra il 1901 e il 1910. Poi la seconda nell’anteguerra che portò ai primi due campionati ufficialmente disputati. La nascita vera però arriverà più di vent’anni dopo con le esperienze di Roma, Bra e Genova a cui seguirono quasi immediatamente le prime nazionali
Nella foto una partita fra HF Lorenzoni e CUS Genova sul vecchio campo in erba sempre in Viale Madonna dei fiori
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Dopo le scintille britanniche, senza seguito dei primi anni del XX secolo, fu l’inglese Coggins a forgiare il primo nucleo, nel 1939 a Genova. Poco dopo, Nisti un giocatore di rugby, poi fondamentale per la diffusione dell’hockey romano anche negli Anni Sessanta si fece carico di coinvolgere il gentil sesso della capitale. I primi due scudetti della storia conquistati durante la guerra furono del GUF Genova (1942)e del GUF Roma (1943) quest’ultimo mai riconosciuto dalla federazione. Giochi femminile risorse a metà anni 60 a Roma Bra Genova e le prime e le terze si spartirono i primi cinque scudetti assegnati ancora dalla federazione pattinaggio.
Il libro apre una finestra anche sulle prime nazionali sperimentali e anche se oltre l’arco temporale del primo volume delle partite di esordio contro la Svizzera. La prima rete della storia azzurra fu della romana Carla Andreani.
Queste le prime azzurre suddivise per club di appartenenza: Lucia Bozzo, Elena Muselli, Loredana Caruso (CUS Genova, la terza ex Roma), Virginia Fornasiero, Emanuela Cedroni, Lucia Spadazzi, Carla Andreani, Cinzia e Stefania Tavani, Tocci, Valverde (Globe Int. Roma), Barbara Mannino, Punturo, Valeria Rughetti (Lib. San Saba Roma), Iwona Baldassarri (CUS Verona), Gianna Fissore, Enza Ferrero, Maria Grazia Panero, Adriana Tibaldi (HF Lorenzoni Bra), Silvana Rosso (HF Braidese Foto Giacosa), Franca Strazzera (GIA Cagliari).





