Moira Di Mario sulle cronaca di Ostia (mi raccomando di comprare il giornale! NdA) racconta i dodici giorni di agonia di cui è stato vittima fra l’investimento e la morte. Un comitato chiede un riconoscimento per il grande hockeista di Villarsor ormai ostiense di adozione
Nella foto la moto triste protagonista dell’incidente mortale di via Mar Rosso a Ostia
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Una moto che si scontra con un crossover e scivola sull’asfalto di via Mar Rosso, manco fosse una tavola di surf impazzita sino a travolgere l’88nne olimpico di Roma 1960. Inutile la corsa al Grassi, le cure ospedaliere non riescono a recuperare alla vita Antonio Vargiu che si spegne così dopo dodici giorni di interminabile agonia.
Ora Stella Polare un comitato di quartiere, dove Vargiu riscuoteva unanime simpatia e rispetto, chiede con forza al comune e al mondo del sport di ricordare la figura di questo piccolo grande gigante dell’hockey. Certo che se l’impegno della FIH è pari alle 4 righe 4 pubblicate tardivamente, siamo messi male.





