Nato a Villasor, azzurro, olimpico nel 1960, amsicorino in un’unica partita, poi in due squadre romane scomparse, infine istruttore ai centri CONI, giocatore e primo allenatore dell’HC Roma dove diede il meglio di sé lasciando un ricordo indelebile. Fu 4 volte campione d’Italia come giocatote e una da allenatore, tantissimi però gli allori giovanili conquistati con il Centro CONI e l’HC Roma del presidente Lancia
Nella foto Antonio Vargiu al suo 80° compleanno quando fu festeggiato da molti dei suoi ragazzi fra cui mi piace ricordare: Franco Anglana, Bartoccetti, Cristiano e Stefano Bianchetti, Bianchini, Capalbi, Chionna, Cilione, De Simoni, Di Carluccio, Ghirardi, Giusti, Fierro, Folena, Lauricella, Leone, Manes, Mastino, Pepe, Pupatti, Romeo, Saulli, Silenzi, Vincon … e tutti quelli che non ho citato ma che vorranno accompagnarlo nel ricordo
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Fra gli hockeisti italiani di grande valore, e non sono stati molti, Il villasorrese Antonio Vargiu ha la caratteristica di non poter essere ascritto al patrimonio di esclusivo e neppure preferenziale di nessun club. Nato a Villasor anche hockeisticamente mosse i primi passi in quella piccola squadra (Polisportiva ACLI Villasor) in cui oltre lui si mise in luce Bullitta. Arrivò in azzurro proprio da lì, l’unico da un piccolissimo club che poco dopo si sciolse. Con la nazionale di Rex Norris e Gigetto Bolognesi disputò sino al 1960 partite 14 comprese le 5 della XVII olimpiade. In totale furono 35 le sue presene fra il 1958 e il 1966, l’ultima volta a Budapest nella gara (0-1) con l’Ungheria.
Tesserato per l’Amsicora, giocò la sua unica partita in maglia verde il 15 gennaio 1961 a Roma, dove ormai viveva, nello spareggio scudetto del 1960 quando un gol di Alberto Aramu nei supplementari scucì dalla maglia a strisce orizzontali gialloblu, l’ultimo scudetto vinto dal Genova HC.
Da lì cominciò la sua vita romana che era partita dal servizio militare e per ii titolo preolimpico. Si aggregò al convitto nazionale giungendo secondo nel campionato 1961 dietro l’Amsicora, per poi aderire all’MDA di Vannini e Mazzalupi con sui vinse gli scudetti del 1962, ’64 e ’66, la coppa Italia del 1966 sino a quando, complice Mario Carrus che l’aveva inserito come istruttore nei centri CONI nel 1968 passò al neonato HC Roma, che tanto per capirci non aveva niente a che fare geneticamente con l’attuale, figlio della fusione con la Libertas San Saba avvenuta nel 1994 dove Vargiu fu brevemente membro del consiglio direttivo. Vargiu da allenatore aveva regalato al club giallorosso del presidente Lancia quasi tutta la rosa dello scudetto del 1991, con una squadra in grande parte composta da ragazzi da lui forgiati.
Viveva a Ostia e propio dall’Eur e da Ostia avviò e lanciò all’hockey in carriere spesso prestigiose decine e decine di romani. Perchè il suo sapere hockeistico era di molto superiore ai volenterosi tecnici capitolini di allora.





