I sapienti Notizie

SANDRO VANNINI L’AZIONE SUL CAMPO ORA È PAROLA SCRITTA 

Renato Melai più che una recensione offre una chiave semiotico-linguistica del fenomeno MDA raccontato dal campione romano nel suo terzo libro, quello più personale, sulla vicenda che non deve esser dimenticata della grande MDA. L’unica squadra italiana di valore europeo nei nostri quasi novant’anni di storia

Nella foto la copertina del libro che può essere acquistato al prezzo di 15 euro. Richieste dirette a Sandro Vannini o indirette tramite Renato Melai o Hockeylove con pagamento sempre a Sandro Vannini

_______________________________________________________________

La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo. Una riduzione del numero e del senso delle parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero perché più povero è il linguaggio, più il pensiero è scarno. Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c’è pensiero senza parole”. 
Inizio da questa citazione-riflessione per narrare dell’importanza di un libro scritto da uno, dei più grandi giocatori italiani di hockey: Sandro Vannini. Il libro si intitola ‘’La Mia M.D.A’’. Il suo grande merito è di avere avuto il coraggio di usare la parola scritta per narrare la nascita la vita e la sospensione nel tempo della storia di una sua creatura: la società M.D.A. (acronimo di Ministero Difesa Aeronautica) di Roma.

Come specifica lui, è stata creata in comunità con Nino Mazzalupi, e i compagni di squadra dei Tototricevitori e del Convitto Nazionale di Roma, molti dei quali prodotto dell’insegnamento di R.A.Norris, a quel tempo assunto dalla allora Commissione Hockey Pattinaggio per preparare la nazionale italiana per le Olimpiadi 1960.
Grazie a lui riemerge alla memoria un periodo dell’hockey italiano (1962-1972) in cui la bravura e forza dell’MDA supplì alle carenze strutturali del sistema hockeistico italiano, della sua dirigenza ed in particolare della conduzione delle squadre nazionali.
Dalla sua narrazione risulta spontaneo chiedersi come sia stato possibile che un club italiano primeggiasse in Europa, perdesse 1-0 con l’India e con l’Australia, (che poi alle Olimpiadi si classificarono 1^ e 3^, rispettivamente) si classificasse due volte seconda alla Coppa Campioni Europea, mentre le nostre rappresentative nazionali perdevano contro avversarie di poco conto.
Leggendo si capisce che Sandro si è sempre sublimato nel gioco dell’hockey, meno nella scrittura. Nonostante ciò, il ritmo narrativo è incalzante e passionale.
A mio avviso la FIH, promuovendo in prima persona questo suo scritto, magari facendolo presentare nelle varie regioni come evento e momento di riflessione sull’importanza della tecnica individuale e la passione giornaliera, potrebbe dare una scossa ad un ambiente depresso da decenni di “vorrei…ma non posso”. Togliendo in questo modo a ciascuno l’alibi del destino improbo…dell’essere periferia di questo sport.

Questi protagonisti dell’MDA dicono e dimostrano che con la passione individuale, l’amore per la bellezza di questo gioco si può, addirittura in due anni, passare dall’anonimato al livello delle migliori europee.
Da giocatore ho sempre subito la loro superiorità, spesso eccessiva per noi modesti “zappatori” come venivamo definiti, pur sempre con ammirazione

A mio avviso tutti gli anziani hockeisti dovrebbero leggerlo ma molto di più i giovani. Vi possono trovare i motivi per crescere, divertirsi e formarsi.
I sogni, se veramente si vuole, si possono avverare e Sandro, Nino, con la loro squadra, ne sono stati la prova

Renato Melai

Renato Melai. Azzurro indoor, allenatore, fondatore di molte società in Veneto. Architetto e insegnante, oggi autore e arguto opinionista.