Allora la federazione di San Paolo era presieduta da un brasiliano di origini olandesi con un vicepresidente coreano, un segretario inglese e due membri della commissione tecnica fra cui il nostro Massimo Piergallini e un altro olandese. Oggi ci sono 9 società in tutto e una presidente donna appena eletta. L’unico precedente è con gli azzurri di Da Gai nello 0-3 a Kuala Lumpur firmato da Julian Montone (2) e Amorosini
Nelle foto una bella immagine dei verde oro alle olimpiadi di Rio e lo stadio olimpico 2016 di Deodoro, diventato come la nostra Riano (per chi ha memoria) e
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Nella patria del Dio pallone lo chiamano Hoquei sobre grama. In effetti il nostro sport da Rio de Janeiro a San Paolo, senza prendere in considerazione l’Amazzonia, ha sempre vissuto vita grama. Eppure fu introdotto già nel 1951, lo ricorda in una lettera di quasi cinquant’anni fa Massimo Piergallini che prima di trasferirsi in Brasile giocò anche nell’Algida. Massimo da tempo è tornato a Roma, dove spesso si fa vivo nel gruppo delle Tevere. Poi “l’hoquei” ebbe un rilancio negli anni precedenti ai giochi olimpici di Rio de Janeiro, quelli che portarono al primo e sinora unico oro argentino a cinque cerchi, ma ritorniamo alla lettera di quasi 50 anni fa.

Da San Paolo, il romano raccontava a noi rimasti in Italia, ai tempi in cui non si usavano l’e-mail, il web non esisteva e le notizie viaggiavano molto più lentamente, che malgrado quel lontano anno di fondazione, la federazione brasiliana era dormiente, mentre nel 1968 era nata la federazione statale di San Paolo che aderiva direttamente alla Confederação Brasileira de Desportos, una sorta di loro comitato olimpico però tutto votato al calcio, ed era stato un italiano Ecoy Cogliano il primo presidente di quel remoto hockey.
Si giocava solo il campionato paulista con sei squadre partecipanti che avevano a disposizione un unico impianto sportivo, lo SPAC (Sao Paulo Atletic Club), il livello tecnico di allora era paragonabile alla serie B italiana dell’epoca. Le squadre erano formate da olandesi tedeschi, inglesi e persone di altre nazionalità momentaneamente residenti in Brasile per motivi di lavoro e da loro stessi fondate. Erano molto pochi i nativi a praticarlo, ma l’obiettivo di quei nostri antichi colleghi di sport era di creare un gruppo sufficientemente numeroso di locali per costituire una nazionale brasiliana con lo scopo di partecipare ai giochi panamericani.
Quel sogno si concretizzò solo nel 2007 con una presenza disastrosa, mentre nel 2015 a in Canada ottenne con il quarto posto la qualificazione ai giochi di Rio. Che peraltro si conclusero con un pesantissimo ultimi posto con 0 gol fatti e 46 subiti.
Oggi la presidenza della nuova Confederação Brasileira de Hóquei sobre Grama e Indoor (CBHG) è appena stata assunta da una donna, Patricia Booos, ex capitana della nazionale femminile. Al campionato maschile 2025 hanno partecipato 9 squadre e il Carioca si è imposto agli shootut su Germania. Sei le femminile con Germania ancora sconfitta agli shootout dal Desterro. L’indoor è sospeso dal 2018 e non esistono campionati giovanili, ma i Sub21 giocano il 5s. Dio pallone!





